(foto Pomella)

“Una caldaia che si ferma ci può stare. Due caldaie che si bloccano contemporaneamente sono un evento improbabile ma non impossibile. Sette caldaie in blocco, contemporaneamente, dopo quindici giorni di chiusura delle scuole, periodo che avrebbe potuto consentito qualsiasi intervento di verifica e manutenzione nella calma massima garantita dall’interruzione della didattica, nel contesto di condizioni meteo che annunciavano freddo polare da giorni, rappresentano, che ne dica il sindaco, una certezza: l’assoluta incapacità di pianificazione, di gestione e di controllo di questa amministrazione”.

Lo scrive in una nota la sezione di Pietrasanta del Partito Comunista Italiano.

“La nostra posizione è così netta perché a questa surreale situazione si sommano altre decisioni affrettate e superficiali che hanno più volte messo in grande difficoltà la funzionalità stessa delle nostre scuole cittadine, a partire dalla riduzione dei collaboratori scolastici per l’incomprensibile accorpamento degli istituti comprensivi cittadini.

La vicenda delle caldaie ha posto tuttavia anche un’altra problematica: quella della comunicazione alle famiglie. Non è possibile infatti che si possa decidere la chiudere una scuola, nel caso specifico le scuole medie Barsanti, solo in tarda serata, con il rischio che alcune famiglie non abbiano il tempo materiale di avere l’informazione della sospensione della didattica e, soprattutto, di potersi organizzare per trovare una sistemazione alternativa ai propri figli per il giorno successivo.

E’ troppo facile presentarsi il giorno dell’apertura delle scuole a stringere mani quando tutto fila liscio mentre in caso di problemi scaricare le responsabilità su altri: quando sui funzionari, quando sui manutentori, quando sul destino, notoriamente cinico e baro. Visto il freddo eccezionale, pronosticato con certezza, i sopralluoghi i nostri amministratori avrebbero dovuto programmarli i giorni precedenti all’apertura delle scuole, proprio per non trovarsi il lunedì mattina con la sola possibilità di prendere atto della tragica situazione, ma nell’impossibilità di fare immediatamente qualcosa di utile e di concreto.

Infine, quando accadono disservizi di tale entità, la politica deve assumersi le proprie responsabilità. Nel caso specifico, dal momento che l’assessore Tartarini ha le deleghe sia ai lavori pubblici che alla pubblica istruzione, settori entrambi chiamati in causa in questa vicenda, chiediamo, per serietà e coerenza politica, che rassegni immediatamente le proprie dimissioni per oggettivi e manifesti limiti nell’esercizio della sua funzione”.

 

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