Ricatto sessuale al parroco, i retroscena dell’arresto del pianista consulente del Pucciniano

"Se non mi paghi mando le foto e i video della nostra relazione al Vescovo"

Tentativo di estorsione a luci rosse. Sarebbe questa la ricostruzione fatta dal gip di Catania, Carlo Cannella, che ha convalidato l’arresto, con i domiciliari, di Pappalardo Fiumara, il noto pianista, anche consulente del Pucciniano, sospeso dal suo incarico dal presidente della Fondazione Alberto Veronesi. A renderlo noto è il giornale La Sicilia. Se fino ad ora si era parlato di un fatto “maturato all’interno della sfera personale e non nell’ambito della sua attività professionale”,  da quanto riportato dall’organo di stampa sicilliano, l’arresto del noto artista, eseguito in flagranza di reato dai Carabinieri nella canonica, è avvenuto mentre lo stesso chiedeva 5mila euro al parroco di Trepunti, don Luigi Privitera, in cambio di immagini – foto e video – che riprendevano la loro relazione sessuale. A denunciare il tutto è stato il prelato, dopo la minaccia di far avere le foto e i video al vescovo.  Da quanto riportato dal giornale La Sicilia il religioso avrebbe conosciuto il pianista Pappalardo Fiumara circa due mesi addietro tramite una chat social e non avrebbe rivelato la sua vera identità. Il prete, si legge nell’ordinanza del gip, “per timore della pubblicazione delle foto scattate a sua insaputa”, si sarebbe procurato duemila euro, la somma chiesta inizialmente. Successivamente l’indagato avrebbe chiesto altri 7 mila euro per poi “accontentarsi” di 500 euro come acconto per cancellare le foto dal cellulare, somma, questa, prelevata, come risulta nelle carte, dal bancomat. Il pianista, durante l’interrogatorio, ha confessato la relazione omossessuale, fatta anche di rapporti feticisti, con perversioni estreme, e di aver reagito, chiedendo i soldi, perchè il prete voleva interrompere la relazione iniziata nel gennaio di quest’anno, ma di averlo fatto solo per provocazione.

Aggiornato il: 11-06-2019 12:30