Alessandro Andrei

QUEL GIORNO. Anzi quella sera.. Il viaggio nel passato di Viareggio e della Versilia ci porta ad una calda serata di agosto: 29 anni fa, come oggi, lo stadio dei Pini fu il teatro del meeting internazionale di atletica leggera, all’interno del quale ci fu una gara passata nella storia e ancora scolpita nella colonna dei record. Una serata che costrinse tutti i giornali a rimodellare non solo la pagina dello sport ma anche la prima, proprio per l’eccezionalità di quel che accadde a Viareggio, sulla pedana del lancio del peso sistemata in quell’occasione – non mancarono le polemiche per la scelta – al centro del campo.

La storia

QUELLA SERA in ben tre occasioni, il campione olimpico di Los Angeles 1984, Alessandro Andrei battè il primato mondiale realizzando una media – nei sei lanci – che ancora oggi (con 22,62) non è stata superata da nessun altro atleta. Eppure sono passati quasi trenta anni. Andrei fece i tre lanci record a 22,72 poi 22,82 e infine a 22,91. Non era mai accaduto prima che in una  gara, il record  mondiale fosse battuto per tre volte dallo stesso atleta: Andrea – all’apice della sua carriera – arrivò a Viareggio caricato a pallettoni, convinto di poter trovare i guizzi vincenti visto che già l’anno prima, sempre allo stadio dei Pini aveva centrato il primato nazionale di lancio del peso, superando per la prima volta i 22 metri. Il 12 agosto 1987 Andrei entò in gara con Il primo lancio a 22,19: si migliora al secondo con 22,37. Esplode al terzo con 22,72 (primato del mondo), Andrei – sospinto da diecimila spettatori – sente che è la serata giusta; il quarto lancio è ancora splendido. Record del mondo a 22,84. L’adrenalina è a mille. Il gigante di Firenze sente che può fare ancora meglio.  E ci riesce con un lancio che fa atterrare la palla di ferro (sette chili e 257 grammi) a 22,91, per la terza volta nella stessa serata record mondiale. Nell’ultimo lancio Andrei prova il tutto e per tutto: vuole essere il primo a superare i 23 metri. Non ci riesce, si deve accontentare – si fa per dire – di 22,74. Applausi e foto. Applausi e autografi. Uno straordinario bagno di folla. Euforia collettiva ma anche tanto, ma proprio tanto lavoro per gli inviati e i cronisti locali chiamati ad un lavoro supplementare per raccogliete la testimonianza di Andrei e di chi l’aveva seguito in quella fantastica e indimenticabile serata.

alessandro andrei L’idea

Come allo stadio Azteca di Città del Messico è stata posta una targa ricordo della partita del secolo scorso – la semifinale dei campionati del mondo 1968 fra Italia-Germania 4-3 – potrebbe essere un’idea a… costo zero (o poco più) ricordare l’impresa mondiale di Alessandro Andrei (bio) con una targa allo stadio dei Pini. E’ un’idea. La lanciamo nella speranza che ci possa essere qualche anima pia in grado di sostenerla: la storia è storia e avere avuto l’onore (e la fortuna) di ‘ospitarla’ con la prodigiosa prestazione di Andrei, merita di essere valorizzata.

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