PIETRASANTA. “Come è già successo ai tempi che furono gli abitanti delle frazioni collinari stanno notando un immobilismo dell’amministrazione comunale e, purtroppo, non sono i soli.
Apprezzo i lavoretti di sistemazione del verde pubblico, di qualche buca rattoppata, dei danni di altri “risolti”, talvolta in maniera molto discutibile, in attesa di tempi migliori.
Eppure gli edifici abbandonati continuano a rimanere lì. Scheletri dove credo che anche gli spiriti, durante la notte di Halloween, abbiano qualche reticenza ad entrarvi per il timore che gli piovano mattoni dal soffitto; ruderi che spesso si trovano, loro malgrado, alle porte della città in maniera che i turisti possano apprezzare il benvenuto”.

A raccontarci la situazione è Matteo Tartarelli.

Scendi dal treno e vedi la tettoia da cui piove, vecchi binari abbandonati invasi dai rovi, recinti mezzi demoliti, graffiti, murales, locali sporchi e abbandonati.
Scendi dall’autobus e vedi lo stesso scenario al terminal, un ammasso di lamiere arrugginite che aspetta una cura di giovinezza.
Arrivi con l’automobile da Lido di Camaiore già al semaforo con via Astoria vedi un edificio abbandonato al proprio destino, poco dopo ecco che campeggia il rudere la cui storia è legata al fortino di Motrone; dopo due chilometri e l’Aurelia si trasforma in un cantiere ancora in corso, con la sua segnaletica provvisoria, ormai, da più di dieci anni e le buche. Continui ed ecco quello che rimane della cappella della Madonnina con il contorno dell’area ex-Pierotti; altri cinquecento metri e sulla sinistra, appena superata la Coop, chiunque può notare un bello scheletro fermo da una decina di anni e mai completato; svolti per il Centro Storico, superi il sottovia Avis e sulla tua destra campeggia quel che rimane delle ex-officinie Barsanti. Se arrivi dalla Sarzanese e rischi di sfondare le sospensioni grazie alle buche su una viabilità ormai collassata di cui nessuno si è mai occupato. Se arrivi dall’autostrada, dopo avere imboccato il viale Apua, ecco che ti si presenta l’area ex-Laveno, già finita su Striscia quasi tre anni fa.
Un’anteprima di certe chicche del Centro Storico. Molto edificante per questa città.
“Tapperemo le buche, sostituiremo le lampadine”; una delle promesse fatte la notte della vittoria delle elezioni dell’amministrazione Mallegni. Slogan diventato, su certi social network di stampo “lambrenedettiano”, una goliardata nazional-popolare.
Proprio su uno di questi gruppi, slegato da orientamenti politici, si sta saggiando una parte del clima pesante che si sta respirando nel nostro Comune. La strada per Vitoio, e il sentiero che conduce alle abitazioni del borgo, è un esempio in cui si sono già verificati i primi infortuni. Sì, è un sentiero; credo però che un accesso pedonale agevole e sicuro sia il minimo sindacale da garantire agli abitanti. Premetto di essere nauseato dal mondo della politica, ma ricordo benissimo che l’amministrazione Lombardi, nonostante qualche difetto di buonismo, per ripristinare la strada che va a Castello e garantire i primi collegamenti, pur provvisori che erano, si è fatta in quattro. E intanto questa mattina la notizia di un infortunio, questa volta sulla Marina.
Avrò il difetto di essere un cittadino molto esigente, una spina nel fianco di chiunque sia al governo della città. Ho tirato molte volte le orecchie al centro-destra, ma ammetto di avere fatto venire l’orticaria anche al centro-sinistra, quando se n’è reso necessario. Francamente non sopporto quando i servizi pubblici e il decoro urbano sono in condizioni precarie e penso che anche altri cittadini siano della mia stessa opinione. Non sopportano di essere presi in giro e, nello stesso tempo, vedere la loro città che sta andando a catafascio”.

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ultimo aggiornamento: 20-10-2015


Una maglia rosa per Pietrasanta. Il campione Fabio Nari in municipio

Il Diamante si sdoppia, officina-centro revisioni in Via Aurelia Nord