E alla fine, sul dilemma di quando far sfilare le pedane aggregative fuori concorso, ha prevalso il buonsenso. Perdonate l’utilizzo di uno dei luoghi comuni più abusati dal giornalismo moderno, ma l’accordo raggiunto tra la Fondazione Carnevale e i rappresentanti dei vari gruppi – le carrette continueranno ad essere presenti ai corsi mascherati, dopo che in un primo momento era circolata l’ipotesi di prevedere sfilate il sabato pomeriggio o comunque in giorni alternativi alla tradizionale domenica – è stato effettivamente frutto di una scelta intelligente, razionale, da bravo padre di famiglia. E lo è per più di un motivo.

Intanto partiamo da un’implicazione, se vogliamo, filosofica: il Carnevale – e in modo particolare quello di Viareggio – è una festa popolare, un mese di festeggiamenti in cui persone comuni diventano per poche ore di quattro o cinque domeniche grandi attori di uno spettacolo ancora unico nel suo genere pur con i suoi difetti perfezionabili. E allora: non sarebbe forse stata una forzatura, o addirittura una contraddizione, rinunciare a chi a detta di molti appassionati incarna lo spirito della festa nata dal basso?

Di più: anziché stare a scervellarsi sui giorni più adatti per far sfilare le pedane fuori concorso – che, è doveroso rimarcarlo, sono realizzate da gruppi interamente autofinanziati -, perché la Fondazione Carnevale non s’interroga piuttosto sul recentissimo picco di popolarità che le carrette hanno conosciuto? Fino a poco tempo fa esistevano solo i Burlamatti, a cui si sono aggiunti nel corso degli anni il Carneval Corsaro e i Burlamania e, proprio nell’ultimo biennio, il Gruppo Arcobaleno-Bagno Aretusa e i Salmastrosi, senza poi dimenticare i bimbi dell’istituto Don Milani (e ci sarebbe pure Torre del Lago pronta a partecipare con una propria costruzione).

C’è, poi, un altro elemento che con ogni probabilità ha indotto la Fondazione a ritirare la proposta delle sfilate al sabato pomeriggio. È risaputo che su ogni pedana aggregativa sono disponibili poche decine di tessere d’ingresso per le maschere e molti viareggini, pur di non rinunciare a essere protagonisti del Carnevale, sono disposti a pagare di tasca propria sia il costume che i biglietti cumulativi (gli abbonamenti validi per l’ingresso a tutti i cinque corsi, dal costo di 27 euro). Ebbene, i numeri parlano di un totale di 500-600 persone che ogni anno comprano i cumulativi e garantiscono, così, un guadagno sicuro alle casse della Fondazione. Avrebbe avuto senso rinunciarvi?

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Le pedane aggregative sfileranno la domenica

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