Operava a Livorno con movimentazioni merci e stoccaggi di autovetture avvalendosi di 33 dipendenti sprovvisti di contratto di lavoro e/o impiegati oltre gli orari prestabiliti. Una presenza sui luoghi di lavoro che però veniva annotata ogni giorno sui registri da un’impresa di vigilanza addetta al controllo degli accessi nel piazzale aziendale.

Così sono emerse le generalità e la frequenza con cui i “dipendenti” lavoravano in loco. Convocati dalle fiamme gialle della 1^ Compagnia di Livorno, hanno confermato la turnazione dei servizi di lavoro giornalieri inviata loro mediante app di messaggistica. La titolare della ditta, in pratica, attraverso il classico “gruppo” telematico, comunicava (via chat), con cadenza quotidiana, i servizi che i dipendenti avrebbero poi prestato.

Le informazioni nel complesso acquisite sono state, quindi, confrontate con quelle risultanti dal libro unico del lavoro, permettendo alla GdF di ricostruire con esattezza le prestazioni omesse e/o eccedenti gli orari di impiego contrattualizzati e di quantificare le retribuzioni non registrate.

I lavoratori “in nero” sono risultati in tutto 11, mentre quelli “irregolari” 22.

È così “scattata” una sanzione amministrativa, dell’importo di 29.500 euro, a carico della titolare della ditta individuale, con l’obbligo, entro 30 giorni, di regolarizzare tutte le posizioni “in nero” e sanare le omissioni riscontrate.

Le attività operative delle fiamme gialle hanno visto la fondamentale collaborazione degli Uffici di Livorno di INPS e INAIL.

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