Versiliatoday parte oggi con la presentazione dei carri di prima categoria del Carnevale di Viareggio che sfileranno sui viali a mare a partire dal prossimo 5 febbraio. Ve li proponiamo in ordine alfabetico ed il caso – o meglio, la giuria dello scorso anno – ha voluto che il primo della lista coincida con il campione in carica: Alessandro Avanzini.

A pensarci bene, questo carro vede la luce un anno fa. Il calendario segna il 20 marzo e Viareggio celebra l’ultimo giorno di Carnevale, con il recupero del corso mascherato di chiusura. Prima di dare il via alle danze delle maschere sui carri ed ai volteggi dei coriandoli nell’aria, Burlamacco osserva un minuto di silenzio in memoria delle vittime del terremoto-tsunami che, nove giorni prima, ha messo in ginocchio il Giappone. Una scossa fortissima, violenta, di un’intensità tale da spegnere i reattori di undici centrali nucleari e, soprattutto, la vita di oltre 15mila nipponici.

Nel frattempo, a Viareggio, Alessandro Avanzini torna a trionfare in prima categoria con una satira politica dedicata alla parabola discendente di Berlusconi. La vittoria tra i carri grandi è il sogno di ogni carrista, emoziona anche chi, come lui, non è la prima volta che iscrive il proprio nome nell’albo d’oro della categoria regina del Carnevale. Eppure, quando l’ultima goccia di spumante è sgorgata dalla bottiglia, la mente attraversa paesi e continenti per fermarsi in Giappone e riflettere sulla natura che, ancora una volta, si è ribellata all’uomo.

Il tema. Proprio su tale, complesso rapporto si basa la costruzione che Avanzini propone per l’anno in corso, “In questo mondo contempliamo i fiori sotto l’inferno”. Il titolo trae ispirazione da un haiku, un componimento poetico formato da tre versi, scritto nel 1812 dal poeta giapponese Kobayashi Issa. Da una parte c’è la contemplazione, nel mondo terreno, dei fiori, simbolo di una vita gioiosa e spensierata, dall’altra ci sono le anime dannate che soffrono nell’inferno. Da una parte c’è un’umanità sempre più consumista che distrugge l’ambiente, dall’altra le forze della natura con la loro indifferenza verso il destino dell’uomo.

Il carro. La costruzione di Avanzini presenta numerosi richiami all’arte e alla cultura giapponese, come le onde dipinte da Katsushika Hokusai che oscurano il profilo del monte Fuji od il celebre torii sulle acque del santuario di Itsukushima, uno dei simboli della religione shintoista che trova fondamento nei kami, le forze della natura. Proprio il portale di accesso al santuario, che marca il passaggio dal profano al sacro, è al centro del carro, sommerso da un’onda gigantesca: dalle acque increspate emergono, minacciosi, alcuni monoliti neri ed un mostro di pietra.

Come oramai avviene puntualmente da molti anni, Avanzini farà leva non solo sulle forme della sua costruzione ma anche sulle coreografie dei figuranti e sull’emotività della colonna sonora. Che sui viali a mare riecheggino le musiche di Ryuichi Sakamoto?

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