VIAREGGIO. Trenta giorni di reclusione e 30 mila euro di multa. Si chiude con questa sentenza il filone viareggino dell’indagine sulla costruzione del pontile di Lido di Camaiore. Una sentenza (con pena sospesa) che riguarda Claudio Castellacci, responsabile unico del procedimento, Stefano Varia, legale rappresentante della Pontile Project Lido, e Livio Radini, direttore dei lavori dell’intervento in project financing necessario per la costruzione della grande struttura sul mare a Lido.

Tutto ruotava attorno all’autorizzazione della Sovrintendenza per quanto riguarda i beni paesaggistici. Secondo l’accusa infatti questo nulla osta non sarebbe mai stato rilasciato. Diversa invece l’interpretazione dei legali dei tre imputati, secondo i quali  non solo c’era stata l’autorizzazione, ma tutto il procedimento (comprese le modifiche progettuali) erano state concordate con Comune di Camaiore e Sovrintendenza nell’ambito delle numerose (almeno 9) conferenze dei servizi convocate appositamente per l’intervento. Questo in sintesi l’intervento degli avvocati Panzani e Bertani (difensori di Radini), Giorgi (difensore di Varia), e Di Nero (che difendeva Castellacci) che avevano chiesto l’assoluzione completa per l’inconsistenza dei fatti contestati.

“Gli imputati – ha commentato l’avvocato Giorgi – non solo non avevano in nessun modo ostacolato i controlli, ma li avevano agevolati in tutti i modi concordando ogni passaggio con il Comune e con la Sovrintendenza. Tanto è vero che non ci fu nessun problema, per il Demanio, a rilasciare l’ultima autorizzazione con la quale si diede il via alla costruzione del pontile sul mare”

“Una sentenza radicalmente ingiusta – ha aggiunto l’avvocato Giorgi – e per questo ricorreremo in appello”.

Diversa però l’interpretazione del giudice monocratico del Tribunale di Viareggio, Gerardo Boragine, che ha invece condannato Varia, Castellacci e Radini a 30 giorni di carcere e 30 mila euro di ammenda (pena, ribadiamo, sospesa) come aveva chiesto il Pm nella sua requisitoria finale.

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