FORTE DEI MARMI. Il Pd di Forte dei Mrmi risponde al sindaco Umberto Buratti e alla collocazione della tanto discussa statua di Dazzi a villa Bertelli.

“L’antifascismo è uno dei valori fondanti del Partito Democratico, dei suoi iscritti e simpatizzanti. Per questo siamo convinti che la scelta del sindaco Buratti di posizionare la scultura di Dazzi raffigurante Bruno Mussolini, intitolata “L’aviatore”, non possa e non debba essere intesa, in alcuna maniera, come un modo per celebrare questa figura né il Fascismo. Buratti da sempre ha dimostrato profondo senso di rispetto verso le istituzioni, pertanto in occasione della Festa dell’Aviazione, ha ritenuto di poter utilizzare un’opera che rientra nel patrimonio comunale per celebrare questo avvenimento.

Il valore artistico della scultura non può essere sganciato dal suo significato simbolico: questa non è semplicemente una statua, è il ritratto del figlio del Duce. Per noi, il Ventennio rappresenta il Male Assoluto, una dittatura sanguinaria che ha piegato l’Italia, redenta grazie ai partigiani e alla Resistenza. Per noi c’è una parte giusta e una sbagliata: ma questo lo ha detto la storia. Sarebbe semmai necessario aprire un dibattito storico approfondito, di carattere antropologico, per comprendere come mai nel nostro Paese non ci sia unità di intenti nella condanna del Fascismo e della sua ideologia.

Salviamo quindi la buona fede del sindaco Buratti, ma come Partito Democratico gli chiediamo di non collocare la scultura di Dazzi nel parco di Villa Bertelli. Si onori l’Aviazione, senz’altro, ma in altro modo e poi si decida, a mente fredda, cosa fare della statua. Il significato e l’intenzione con cui si decide di esporla è fondamentale e crediamo che le motivazioni che hanno spinto Buratti siano differenti da quella di altri sindaci. Stabiliamo, a questo punto, se le opere di Dazzi (come quella al Fortino che raffigura i popoli africani schiacciati dal barbaro colonialismo fascista) possano essere definite come opere d’arte, meritorie di un museo, testimonianze della pagina più nera dell’Italia unita. Potrebbe essere motivo di crescita, di confronto, di approfondimento storico, di coesione sui valori della democrazia e della Repubblica pur restando su posizioni politiche differenti. Se il faro comune è la Costituzione, una statua rimane un’espressione artistica, anche forte; altrimenti se resta un simbolo, trasformandosi in apologia, continueremo a vedere il figlio del Duce ritratto nel marmo.

Una riflessione per chi ha tacciato, con tono cattedratico, il PD di Forte dei Marmi di “attendismo passivo”, di silenzi compiacenti. Il PD si assume sempre le proprie responsabilità e questo vuole dire, talvolta, di rinunciare al facile applauso, alla demagogia, continuando a lavorare per centrare obiettivi. Questa, caro Checchi, si chiama responsabilità cui una forza politica di Governo è chiamata a rispondere. Dall’alto della tua esperienza politica e amministrativa, se ne hai, dovresti saperlo. Comprendiamo le tue esigenze elettorali di visibilità, meno l’attacco al Pd che appare più personale che politico”.

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