FORTE. Che il Forte dei Marmi sia una società appetita per il suo blasone – a livello non solo locale, ma anche regionale – e per la qualità del manto erboso del suo stadio, il “Necchi-Balloni”, è cosa ben nota.

Per questi motivi negli ultimi giorni in Versilia sono rimbalzate voci, anche piuttosto insistenti, relative alla possibilità che qualche cordata possa acquistare la società nerazzurra, che al momento è penultima nel campionato di Promozione girone A.

Tanti, troppi problemi per una squadra che da un paio d’anni a questa parte ha intrapreso un crollo verticale, partendo dalla clamorosa retrocessione dall’Eccellenza della scorsa stagione, per passare poi ad un campionato, quello attuale, a dir poco sciagurato, con giocatori che scendono in campo soltanto per amor di maglia perché non percepiscono gli stipendi e con una tifoseria che ormai da tempo ha voltato le spalle al presidente, Ricardo Omar Ciancilla, considerato da più parti come il principale colpevole della disfatta del Forte.

Una squadra che, in un modo o nell’altro, va rilanciata. Ed ecco che il Querceta ha bussato alla porta dei nerazzurri, manifestando la propria volontà di unire le due realtà calcistiche con un progetto ben chiaro, dettato anche da alcune esigenze logistiche: il “Buon Riposo” di Pozzi viene utilizzato dai bianconeri e dal Seravezza (comprese le squadre Juniores), col risultato che il terreno è diventato pessimo e stando così le cose, nessuno ci guadagna a continuare a giocarci.

“Noi abbiamo già protocollato la nostra richiesta al comune di Forte dei Marmi – conferma il presidente del Querceta – Alessandro Mussi – ma al momento non ci vogliamo sbilanciare perché sia noi che il Forte siamo impegnati in campionato e non è il caso di addentrarci proprio adesso in certi discorsi. Il nostro è un progetto diverso da quello che l’attuale presidente dei nerazzurri Ciancilla sta portando avanti. L’idea è quella di giocare a Forte dei Marmi, pur facendo comparire anche Querceta nella denominazione della società”.

Già, il nome. Bel nodo da sciogliere. Mettere d’accordo tutti, in questo senso, sarebbe forse la cosa più difficile. A Forte di certo non accetterebbero di vedersi lasciati in disparte, senza che la propria città sia presente nella denominazione. Dunque, “Città di Forte dei Marmi” non andrebbe bene al Querceta, “Querceta” non sarebbe gradita dai fortemarmini. “Fortis Querceta” sarebbe un giusto compromesso? Per il momento tutte ipotesi e nulla più.

Intanto, come rimarcato da Mussi, bisogna attendere la risposta del comune di Forte dei Marmi, per capire se la disponibilità a trasformare le parole in fatti ci sono.

Quello del Querceta sembra essere l’interesse più vivo per l’acquisizione del Forte: altre due cordate, infatti, sarebbero pronte a farsi vive. Una è quella del Seravezza, che comunque adesso ha ben altro a cui pensare, visto che sta lottando per vincere il campionato di Promozione, l’altra fa gruppo ad un club dilettantistico toscano non meglio specificato.

Tutti, comunque, a Forte dei Marmi auspicano che ogni decisione presa, possa aiutare la squadra nerazzurra a risalire e a tornare in palcoscenici che le competono. In tutto questo Ciancilla per adesso non si pronuncia.

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ultimo aggiornamento: 03-04-2012


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