E VIAREGGIO DIVENNE UN THRILLER ESISTENZIALE

VIAREGGIO. È stata lo scenario di numerose pellicole, tanto italiane quanto straniere, in bianco e nero come a colori. Vanta fugaci apparizioni nei video ufficiali di alcune canzoni. Viareggio è stata fonte di ispirazione per molti letterati, ma probabilmente ancora non le era capitato di figurare nel titolo di un libro, scritto addirittura in una lingua straniera.

Il merito è tutto di Paul Kestell, romanziere irlandese. Nato a Dublino 53 anni fa, da sempre innamorato dei racconti di un illustre concittadino come James Joyce, Kestell ha recentemente pubblicato “Wood Point”, il suo secondo libro. Ma il primo amore non si scorda mai ed ecco che, a un paio d’anni di distanza, il ricordo è ancora per “Viaréggio”, il suo romanzo d’esordio, ambientato proprio nella “Perla del Tirreno” e dato alle stampe nel 2009.

Sforzarsi di definire il racconto ricorrendo ad uno specifico genere letterario è impresa assai ardua, quasi si volesse tentare di ingabbiare uno spirito libero. Perché “Viaréggio” – “Su una mappa stradale era segnato proprio così, con l’accento”, racconta Kestell – attraversa molti steccati.

Il settimanale “The Irish World” lo ha definito un “thriller esistenziale”, ma non mancano anche precisi riferimenti storici all’IRA, la famigerata organizzazione militare irlandese, alla CIA, all’FBI e persino alla mafia italiana. Il romanzo presenta, poi, alcuni caratteri autobiografici, dal momento che il protagonista è uno scrittore proprio come Kestell. Il libro potrebbe poi essere visto anche come una guida alle più incantevoli località della Toscana, visitate personalmente da Kestell quattro volte e descritte nel romanzo.

“Viaréggio” è la storia di Stephen, aspirante romanziere in piena convalescenza da una delicata operazione al cuore che va in cerca di ispirazione per le sue opere. Il racconto altro non è che un viaggio retrospettivo nella sua vita personale, un’analisi di eventi come le varie relazioni sentimentali, il matrimonio con la moglie Lucia, la cura dei loro due bambini.

Rimembrare questi momenti di gioia aiuta a bilanciare la sua cupa visione del mondo, immaginato come un luogo dominato da forze oscure, conseguenza della sua malattia. “Eppure, gli stupendi paesaggi della Toscana stimoleranno l’immaginazione di Stephen come scrittore”, assicura Kestell. “Soprattutto, lo aiuteranno a scoprire alcuni lati nascosti della sua creatività.”

Come mai ha deciso di ambientare il racconto a Viareggio?
“Sento di nutrire un affetto speciale per questa città. È un posto meraviglioso e pieno di gioia. Mi è piaciuta la spiaggia, con tutti quei vivaci venditori di gioielli ed asciugamani. In generale, si è rivelato un posto fantastico, qui ho conosciuto persone davvero gentili. Ho pensato che fosse una buona idea tenere Stephen lontano dalla cupa ed umida Irlanda ed immaginarlo in cerca di riposo a Viareggio, circondato da tutte le sue meraviglie.

“Ma, come il romanzo va avanti, emerge un netto contrasto tra l’atmosfera festosa della spiaggia affollata e l’instabilità di Stephen, la cui mente inizia a partorire questo thriller oscuro che è poi il romanzo.”

Ci sono altre città che le sono piaciute?
“Oh, amo la Toscana nella sua interezza. Nello specifico, ho apprezzato Bagno Vignoni, San Donato in Poggio e Volterra. Qui è possibile toccare con mano l’anima medievale della regione.”

Tante località, ma alla fine la scelta del titolo è ricaduta su Viareggio: perché?
“Ero in un cottage nel West Cork, dove ho trascorso un paio di anni lavorando sulle bozze del romanzo. Stavo scrivendo il libro e quel nome, Viareggio, all’improvviso ha fatto irruzione nella mia mente ed ha iniziato a solleticare la mia immaginazione…Viareggio, Viareggio…che nome bello ed insolito. La foto sulla copertina del libro è stata scattata dal tetto di un hotel della Passeggiata.”

Quando ha visitato Viareggio?
“Ci sono stato per la prima volta nel 2006, in vacanza. È successo tutto per caso: fu la mia compagna di allora a scegliere di andare lì, dal momento che eravamo già stati in Toscana ma nell’entroterra, vicino San Gimignano. Una volta finita la vacanza, ho deciso di ambientare il romanzo a Viareggio. Poi, una volta che ho iniziato a dare forma al romanzo, sono ritornato nell’estate del 2009.”

Sa cosa è successo in città in quello stesso anno?
“Parliamo del disastro ferroviario? Sì, ho letto qualcosa al riguardo. È stato qualcosa di orribile e mi ha profondamente colpito, perché vedevo Viareggio come un luogo paradisiaco. Ero tornato a Viareggio prima del 29 giugno: ricordo che molte volte sono passato vicino alla stazione, ma non sono mai salito su un treno, dal momento che avevamo noleggiato un’automobile.

“Ad ogni modo, se provate a digitare ‘Viareggio’ sul Google irlandese i primi risultati fanno riferimento proprio a quella terribile tragedia. Credo che sia piuttosto emblematico.”

Forse dovremmo parlare di argomenti meno tristi. Ho letto che, assieme alla scrittura, il calcio è un’altra sua grande passione.
“Sì, assolutamente. Anzi, il libro si apre con una scena che si svolge sulla terrazza di un albergo, lo stesso da dove ho scattato la foto di copertina: da qui Stephen e la moglie Lucia stanno osservando il buonumore dei viareggini che stanno guardando sui megaschermi la partita dei Mondiali del 2006 tra Italia e Stati Uniti. Ah, che piacevoli ricordi…”

Sa che l’allenatore di quella nazionale, Marcello Lippi, è di Viareggio?
“Sì sì, ho letto anche questo.”

E di Giovanni Trapattoni alla guida dell’Irlanda cosa ne pensa?
“È davvero un brav’uomo. Sarà mica prossimo al canto del cigno?”

I prossimi Europei potrebbero essere una ghiotta occasione. E l’Irlanda sfiderà l’Italia nella fase a gironi. Chi vincerà?
“Bella domanda. L’Irlanda ha sconfitto gli azzurri 2-0 in un’amichevole lo scorso anno, ma lo sanno tutti che questo è un altro par di maniche. L’Irlanda stupirà comunque in questo torneo, sebbene molti dei nostri calciatori giochino in Inghilterra.

“Possiamo vantare un legame davvero speciale tra i giocatori e lo staff tecnico che si infiammerà sul campo da gioco, tenendo conto che la nazionale irlandese non è annoverata tra le squadre favorite per il passaggio del turno.

“Abbiamo alcuni ottimi giocatori come Shay Given e Robbie Keane, assieme ad alcuni giovani talentuosi che bussano alla porta, reclamando una maglia in nazionale. Credo che riusciremo a passare il turno della fase a gironi. Quanto all’Italia, o vinciamo, o pareggiamo.”

Staremo a vedere. Torniamo a Viareggio: cos’altro sa della città?
“Ho scoperto che avete un Carnevale prestigioso, ma non ci sono mai stato.

“In tutta sincerità, uno dei motivi per cui ho scelto esattamente quel titolo è legato alla storia del poeta Percy Bysshe Shelley, il cui cadavere fu ritrovato sulla spiaggia di Viareggio. Ha davvero carpito la mia attenzione. Non a caso, ci sono molti punti in comune tra il mio romanzo e aspetti di quell’episodio, così come della vita di Shelley.

“Shelley era un poeta romantico, ma, un po’ come il sottoscritto, era anche molto politico. C’è un collegamento tra la visione del mondo di Stephen, il mio personaggio, e quella di Shelley – ecco perché Stephen sogna la cremazione del corpo di Shelley sulla spiaggia – così come c’è una correlazione con Mary Shelley e con la sua volontà di tenere con sé il cuore del poeta per l’eternità.”

A proposito di letteratura: ha mai sentito nominare il premio letterario di Viareggio?
“Sì, ho letto qualcosa al riguardo. Ho capito che nel corso degli anni era molto importante, mentre oggigiorno sembra aver perso un po’ di quello smalto, è così? Forse dovrei partecipare con il romanzo: sarebbe il colmo se un libro intitolato ‘Viaréggio’ vincesse quel premio…”

@GorskiPark

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Aggiornato il: 11-04-2012 17:26