ITALIA NOSTRA: "POSITIVO AVER ABBANDONATO IL PROGETTO PER IL COGENERATORE DI BICCHIO" - Italia Nostra, La voce degli Enti, Politica Versiliatoday.it

ITALIA NOSTRA: “POSITIVO AVER ABBANDONATO IL PROGETTO PER IL COGENERATORE DI BICCHIO”

 VIAREGGIO. “I viareggini hanno di che essere soddisfatti per la rinuncia alla costruzione del co-generatore a biomasse di Bicchio: troppo alti i costi sociali ed ambientali che la città avrebbe dovuto sopportare a vantaggio di pochi”. Lo scrive Antonio Dalle Mura, presidente di Italia Nostra Versilia.

 “La vicenda legata a questo impianto – scrive in una lettera indirizzata al sindaco di Viareggio Luca Lunardini – ha sollevato perplessità e portato alla luce problemi su cui non si può sorvolare per la loro importanza sia sul piano dell’inquinamento e del dissesto ambientale che su quello della produzione di energia e della trasparenza amministrativa. L’associazione “Salviamo Viareggio” ha portato alla luce, e sottolineato, il pauroso degrado del territorio tra l’Aurelia e il Padule, dal Forcone a Torre del Lago. Qui, il paesaggio è stato violentato: non più campagna, ma vere e proprie pattumiere e serre e impianti industriali, talvolta, abbandonati e fatiscenti. Tra sterpaglie e pantani, il terreno è disseminato di pattume e discariche incontrollate e a cielo aperto di amianto, di terre di risulta e di materiali di ogni genere che spesso portano tracce di recenti incendi. E poi, liquami e altre porcherie che vengono immesse nel padule non si sa da chi e non si sa da dove”.

 “Nonostante – aggiunge Italia Nostra – che per tutelare e conservare i valori ambientali, naturalistici e paesaggistici di questo territorio è stato creato il Parco che, oggi, con motivazioni dal sapore pretestuoso e burocratico, rifiuta addirittura di indagare sulla natura, l’origine e i responsabili dei veleni che uccidono il lago e minano la nostra salute. E, dove non sono le discariche, ci sono le serre di cui si teme il potenziale inquinante, soprattutto a danno delle aree circostanti. Sono, addirittura, anche nei pressi di una scuola (quella della Tenuta), senza nessun riguardo per la salute dei bambini, minacciata da fumi e vapori”.

 “A proposito di produzione di energia pulita, vorremmo ricordare che in passato l’Amministrazione Comunale si era impegnata di dotare i propri edifici e impianti di pannelli fotovoltaici. Pannelli, che vorremmo suggerire alla SEA – se sta a cuore la produzione di energia pulita – di porre sui tetti dei propri capannoni, e al Comune di far sì che vengano installati anche sui tetti degli edifici della zona industriale/commerciale/direzionale del Cotone (che sembrano fatti apposta per ospitarli) e, soprattutto, alle Carbonaie, che non possono essere utilizzate in altro modo”.

“Apprendiamo dalla stampa – scrive ancora Antonio Dalle Mura – che il Sindaco, contestualmente alla rinuncia alla costruzione dell’impianto a biomasse ha manifestato, se abbiamo ben capito, anche l’intenzione di affidare la manutenzione delle nostre pinete alla SEA. Ci domandiamo: perché? È forse una misura di compensazione? La SEA ha esperienza nel settore ed è attrezzata per questo servizio? Se si vuole compensare, in qualche modo, la SEA, perché non le si affida il compito di produrre energia da altre fonti più pulite (e meno costose per la comunità) quali, per esempio, la digestione anaerobica? Sarebbe opportuno che i nostri Amministratori cessassero finalmente di ignorare la Carta Europea del Paesaggio e gli obblighi che ne derivano. Per essa il paesaggio non è solo l’equivalente semantico di “bellezza naturale”, è “il territorio, tutto, quale viene percepito dalla popolazione, il cui aspetto e carattere derivano dalle azioni dei fattori naturali e antropici”. Tutto il territorio è paesaggio, “anche quello degradato”. Non è solo una “risorsa favorevole all’attività economica”: è un bene da riconoscere e proteggere giuridicamente, “elemento chiave del benessere individuale e sociale, la cui salvaguardia, gestione e pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo” . Perciò, il suo “governo” deve essere democratizzato: devono essere attuate “procedure di partecipazione del pubblico, delle autorità e degli altri soggetti coinvolti nella definizione e nella realizzazione delle politiche paesaggistiche”, cioè di tutto il territorio”.

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Aggiornato il: 20-04-2012 19:30