foto di Veronica Gaido
foto di Veronica Gaido

 SERAVEZZA. Proclamati ufficialmente sabato, durante una serata in loro onore, i vincitori della prima edizione del Premio Fondazione Henraux, in memoria di Erminio Cidonio.

Primo classificato, con l’opera Arrivederci e grazieFabio Viale. Al secondo e terzo posto (ex aequo) Alex Bombardieri che ha presentato il lavoroSàmara Mattia Bosco con la scultura Bue Tractor.

Motivazioni vincitori: Arrivederci e Grazie, di Fabio Viale è il lavoro più contemporaneo. La straordinaria capacità dell’artista torinese di scolpire il marmo facendolo sembrare qualsiasi materiale, pur rimanendo marmo, la sua maestria nell’evocare immagini di oggi sapendo padroneggiare la tecnica scultorea di sempre, ha affascinato i giurati che hanno deciso di assegnargli il primo premio. Il progetto Sàmara di Alex Bombardieri è piaciuto anche perché consente una lavorazione del marmo aerea. I due semi d’acero raffigurati nel progetto suggeriscono l’idea di trasparenza e leggerezza, quasi volassero. Il Bue Tractor diMattia Bosco è un omaggio al bue, l’antico trattore animale che per secoli ha trasportato i blocchi di marmo. È metafora di un tempo remoto di fatiche immense e di sfide al limite delle forze e dell’ingegno umani.

I tre lavori vincitori sono figurativi, opera di artisti che hanno dimestichezza col marmo, sanno scolpire in prima persona, ma non rifiuteranno all’ occorrenza di avvalersi delle nuove formidabili capacità tecnologiche a disposizione della Henraux. L’altezza dei lavori sarà circa di 150 centimetri.

I tre artisti sono stati scelti, tra i 17 artisti proposti dai membri dell’Accademia dell’Altissimo, dalla Giuria presieduta da Philippe Daverio e coordinata da Jean Blanchaert, segretario del Premio. La giuria del Premio è composta da: Paolo Carli (Presidente Fondazione Henraux); Kan Yasuda (scultore); Vito Tongiani (scultore/pittore); Giuliano Vangi (scultore/pittore); Daniele Pescali/Imago (gallerista); Patty Nicoli (scultrice); Michele Bonuomo “Arte” (giornalista); Marco Carminati “Il Sole 24 Ore” (giornalista); Veronica Gaido (fotografo).

I membri della giuria hanno espresso il loro apprezzamento per la qualità degli elaborati progettuali, per i contenuti innovativi e le proposte tecniche ed estetiche, per l’impegno degli scultori di coniugare i propri linguaggi espressivi con una materia nobile e impegnativa come il marmo, che per la maggior parte di loro costituisce una assoluta novità, con tutte le conseguenti incognite di realizzazione.

foto di Veronica Gaido
foto di Veronica Gaido

 

Con la scelta dei vincitori, si è conclusa la prima importante fase del Premio, con piena soddisfazione dei giurati, della Fondazione Henraux e di quanti si sono adoperati per questa iniziativa culturale che si adopera per riprendere e sviluppare il grande disegno di Erminio Cidonio, amministratore unico dell’azienda negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento: quello di creare presso l’Henraux un polo internazionale della scultura.

Le opere dei tre vincitori saranno realizzate in due esemplari: l’opera realizzata durante il Premio resterà di proprietà della Fondazione Henraux; l’altra, realizzata in tempi successivi dagli artisti con la collaborazione dei tecnici Henraux, resterà di proprietà dell’artista. Per i due anni successivi all’edizione del Premio, la Fondazione Henraux lascerà le opere vincitrici a disposizione del pubblico, esponendole in piazze, musei, gallerie, centri universitari.

Tutti i bozzetti realizzati e i progetti presentati resteranno di proprietà della Fondazione Henraux. Il Premio avrà cadenza biennale- Le opere saranno esposte pubblicamente dal 21 al 28 Luglio 2012 presso la sede della Fondazione Henraux a Querceta. Gli artisti vincitori riceveranno in premio blocchi di marmo Statuario Altissimo.

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