Camaiore, caso Daddio

DEL DOTTO SUL CASO DADDIO: “HA USATO IL CELLULARE DI SERVIZIO DUE MESI DOPO LE ELEZIONI”

(foto Pomella)
(foto Pomella)

 CAMAIORE. L’ufficio economato tiene a precisare che il telefono cellulare di servizio, assegnato nella precedente amministrazione al ex consigliere Daddio Sandro Palmiro, “doveva essere riconsegnato, com’è stato per tutti gli amministratori ‘scaduti’, nei giorni immediatamente successivi all’avvicendamento amministrativo. Le elezioni sono avvenute, in via definitiva, il 22 maggio e solo fino a questa data era consentito agli ex amministratori di utilizzare gli apparecchi assegnati. Dopo tale data, legge e buonsenso impongono che, dismessi i panni delle pubbliche responsabilità, gli strumenti legati al mandato vengano riconsegnati immediatamente, e comunuque non più utilizzati. Il sig. Daddio ha riconsegnato il cellulare di servizio in data 18 luglio 2012″.

 Lo scrive l’ufficio economato del Comune di Camaiore, entrando nel merito del caso sollevato dallo stesso Daddio: quei 65 euro che il Comune gli ha chiesto di pagare per telefonate personali effettuati col telefonino di servizio.

Francamente non vedo quale presunto accanimento ci sia dietro questa vicenda – puntualizza il sindaco Alessandro Del Dotto – Pierfrancesco Pardini, Giampaolo Bertola, gli assessori della ex giunta, tutti insomma hanno riconsegnato il telefonino ed evitato accuratamente di utilizzarlo dopo la data del 22 maggio 2012. Il punto è che Daddio ha restituito il cellulare dopo ben 57 giorni (in pratica due mesi), e oltretutto all’ufficio risulta che nel frattempo ne abbia fatto uso per, appunto, 65 euro. Chiaramente il conto non poteva ricadere sul Comune, se non a pena di responsabilità erariale anche dello stesso Daddio. Insomma, 65 euro sono una cifra irrisoria e, comunque, dovuta per legge. Chi sostiene il contrario può sempre provare a spiegarlo alla Corte dei Conti”, conlude il primo cittadino.

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Aggiornato il: 11-10-2012 15:10