CAMAIORE. Parte da un episodio particolare, per poi andare nel generale. L’eposodio è quello che vede protagonista Francesco Ceragioli, ex candidato a sindaco, ma soprattutto presidente dell’associazione Vo.Ca. (volontari camaioresi).

Il Comune infatti, a luglio, affida la gestione del neo Parco della Rimembranza (dopo la seconda inaugurazione ufficiale) alla Vo.Ca. Lo fa con un accordo che prevede che l’associazione, senza percepire alcun rimborso spese o compenso, apra e chiuda i cancelli del parco, la mattina alle 8 e la sera alle 22, fino al 31 settembre. “Il tempo necessario – dice Ceragioli – per poter fare un bando di gara pubblico, lasciando spazio a qualsiasi associazione del territorio, come del resto io stesso avevo chiesto”.

Sulla delibera di affidamento questo passaggio è spiegato nero su bianco: “Si affida il servizio […] in via provvisoria […] per il tempo strettamente necessario agli uffici comunali per l’espletamento delle procedure occorrenti per l’affidamento della gestione complessiva del parco. In linea di massima ciò dovrà avvenire entro il 31 settembre”.

Invece non è così. Perché il Comune, in una successiva lettera, chiede al Vo.ca. di continuare la gestione gratuita del parco fino alla fine dell’anno. Ma qui Ceragioli ha bloccato tutto. “Io non voglio per forza parlare di malafede – dice Ceragioli – ma l’assessore Simone Leo e la sua amministrazione avevano garantito che sarebbe stato fatto un bando pubblico. Dopo 4 mesi si dice che per fare il bando ci vogliono altri 4 mesi? Io credo che il bando pubblico sia necessario perché tutte le associazioni, senza discriminazioni, possano beneficiare di questa possibilità. Per ora questa amministrazione non ha mantenuto gli impegni presi, spero in futuro migliorino”.

Francesco Ceragioli, mentre parla, sottolinea diverse volte il concetto di “discriminazione” tra le associazioni. Cosa intende? “Intendo dire che purtroppo non tutte le associazioni sono trattate allo stesso modo. Ci sono associazioni, ad esempio, che pubblicano regolarmente i loro bilanci annuali, nell’ottica della trasparenza. E altre che non lo fanno, come l’Auser ad esempio, dove pagano il lavoro dei pensionati con rimborsi spese: e dov’è il volontariato in tutto questo? E il Comune che fa: elargisce a propria discrezione decine di migliaia di euro proprio a quelle associazioni meno trasparenti. Per questo dico che ci vuole un bando, ci vuole trasparenza, ci vuole equità di trattamento”.

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