(foto Marco Pomella)
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CAMAIORE. Un incontro destinato ai giovani. E’ quello organizzato ieri (26 ottobre) dalla Giovane Italia a Camaiore, che ha visto un gremito teatro dell’Olivo ospitare “Che l’inse?”, incontro dibattito con l’onorevole Pdl Massimo Parisi.

Dopo i saluti e le presentazioni la manifestazione è iniziata, sotto la conduzione del bravo Rodolfo Salemi, nella doppia veste di conduttore e di coordinatore provinciale di Giovane Italia.

La chiacchierata con l’onorevole è stata divisa in tre momenti. Prima Parisi alle prese con le domande di Salemi e con alcuni spezzoni di canzoni e film da commentare, poi sottoposto alle questioni dei giovani presenti, e alla fine a commentare una serie di foto di fatti o personaggi dell’attualità. Tra gli ospiti in sala anche Giovanni Santini, coordinatore provinciale del Pdl, e David Marcucci, consigliere provinciale e comunale a Camaiore.

Traendo spunto da un noto brano di De André Salemi domanda: “Lo stato è forte con i deboli e debole con i forti?

PARISI: “Innanzitutto grazie per l’invito qui a Camaiore, per questa bella iniziativa. Per rispondere bisognerebbe prima mettersi d’accordo su cosa è lo Stato. Se è quello che intendiamo noi, lo Stato siamo noi, la società civile. Se intendiamo lo Stato come qualche altra cosa, che ha che fare con i grandi giornali, la magistratura politicizzata, allora sì, quello è lo Stato che getta la spugna. Oggi si parla della condanna di Berlusconi, con interdizione dai pubblici uffici per quattro anni. Se lo Stato è questo, noi non ci stiamo, perché è un insulto a milioni di italiani che lo hanno votato. Berlusconi con grande generosità ha annunciato il suo ritiro. Nel senso che non si ricandiderà, ma resta attivo, come nostro presidente. Questo, anche con le primarie del Pdl, apre una grande prospettiva per il partito e per il Paese. Ma se il gesto di Berlusconi di apertura alle primare dovesse voler dire abdicare il garantismo e la difesa della democrazia, io preferisco abdicare le primarie e chiedere Berlusconi di tornare in campo, perché questo Paese ha ancora bisogno di lui. Viviamo in una paese dove lo stato talvolta getta spugna, dove un sostituto della Procura della Repubblica si permette di prendere in giro il Capo dello Stato, dove una Procura si permette di intercettare il presidente della Repubblica: in Usa non sarebbe mai immaginabile una cosa simile. Non aver riformato la giustizia, non aver separato le carriere dei magistrati, è stato un errore. Errore che si può rimediare, perché la sensibilità della popolazione è vicina a questo tema. Il clima ormai è chiaro: a qualcuno non basta vedere Berlusconi fuori dalla politica, vorrebbero anche cancellare i nostri 20 anni di vita poltiica. Enoi questo non possiamo accettarlo”.

SALEMI: “Solo nella Provincia di Lucca tra gli under 35 ci sono 20 mila persone in lista nei centri degli impieghi, senza contare i 2.000 in cassa integrazione. Che futuro dobbiamo aspettarci noi giovani?

PARISI: “Bisogna partire da una riflessione: è chiaro che c’è la crisi economica. Come è chiaro che questo non è un paese per giovani, questo è verissimo. Ma non possiamo cedere al pessimismo, ne credere a tutti questi messaggi negativi. Quando avevo età vostra, uscito dal liceo, il tasso di disoccupazione nel Paese era undici per cento, quello che c’ò oggi. Il tasso di disoccupazione della mia generazione era al 32 per cento, esattamente come i dati di oggi. Da metà anni 80 in poi ci sono stati

(foto Marco Pomella)
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miglioramenti, ma non dobbiamo dare retta a questa storia che il passato è sempre glorioso e il presente negativo. Dipende molto da noi, dalle scelte che farà il paese, dalle scelte che farete voi giovani. Non è giusto lanciare solo messaggi negativi, perché non è vero che è così. Bisogna lavorare per correggere le storture del sistema welfare e pensionistico. La sinistra in questo paese ha sempre pensato a proteggere chi era già protetto: questo oggi lo paghiamo. Ma non è un caso: è frutto di scelte politiche ben precise, che ha fatto sì che oggi ci siano tutelati più tutelati di altri. Questo è il Paese che si è permesso di mandare in pensione gli statali a 35 anni: quindi oggi noi
continuiamo a pagare quelle pensioni, che hanno alimentato il debito pubblico e hanno tolto risorse ai giovani. La riforma delle pensioni in qualche modo avremmo dovuto farla noi. Può liberare risorse. In questo governo ci sono alcune cose positive in questa legge di stabilita(oltre alle detrazioni e all’iva che ci vede contrai): ci sono piccole novità, per esempio una mole di risorse sulla produttività, sui contratti che incrementano produttività,  risorse per trasformare rapporti di lavoro non a tempo pieno a tempo pieno. Ma se non si capisce che bisogna cambiare mentalità, frutto di decenni di strapotere dei sindacati, il  problema non si risolverà. Molto sta anche a voi, come i giovani che si aprocciano al mercato del lavoro. In questo senso quella della Fornero non è  una buona riforma. Dovete comunque vivere con ottimismo. Non facciamoci prendere da pessimismo.

 Sul palco salgono i ragazzi della Giovane Italia, per fare domande. Maria Vittoria, Bagni di Lucca, chiede con quale legge elettorale si andrà al voto.

PARISI. “Ogni giorno in più che passa, rischiamo di andare al voto con la stessa legge. Del resto non abbiamo un interlocutore per poter discutere di questo, visto che il Pd oltre che nelle elezioni in Sicilia, come noi, è impegnato nelle sue primarie. Qual è il problema della legge elettorale? E’ un proporzionale con premio di maggioranza. Ma il problema, la porcata, è che al senato il premio di maggioranza viene dato in base al regionalismo. Il che significa che, pur avendo ampi numeri per governare alla Camera, si rischia di avere margini limiti di governo al Senato. Poi c’è il discorso preferenze: intanto ricordo che fu bocciato dagli italiani con un referendum nel 1991. Come si modifica la legge elettorale? O torniamo alla Prima Repubblica, dove l’elettore non solo non sapeva quale presidente del consiglio votava, ma non sapeva neanche i programmi e le alleanze. Si può scegliere il maggioritario? Lì l’unità di base è il collegio, che garantisce la rappresentività del territorio. Ma il grande difetto di questo sistema è che non  garantisce che chi prende più voti governa. È un sistema che si adatta nelle democrazia di stampo anglosassone, non da noi. Si può inventare qualcosa altro, ma il premio maggioranza ci vuole, meno rispetto al porcellum, ma parificato tra Camera e Senato, con innalzamento delle soglie di sbarramento al 5 per cento e reintrodurre le preferenze. Sul premio un accordo con centrosinistra è possibile. Ma il Pd è ferocemente determinato a non far passare le preferenze. Preferenze che, faccio

(foto Marco Pomella)
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notare, storicamente non hanno mai giovato né ai giovani né alle donne. E’ chiaro che è più facile per un onorevole già eletto farsi rivotare, visto che avrà avuto tempo e modi per farsi conoscere. La legge elettorale, comunque, è un tema molto scivoloso”.

 

Sul Palco Michele: “Con la scomparsa dei consiglieri di circoscrizione, la riduzione dei consiglieri comunali e la soppressione delle Provincie non si rischia di cancellare quel rappresentante politico che il cittadino può vedere, con cui può parlare tutti i giorni, e  allontanare ancora di più  la politica dalla gente?”

PARISI: “E’ vero. Questo è frutto di una serie di errori fatti, ognuno per la sua parte. Quando si distrugge l’importanza della democrazia i risultati sono questi. Io penso che prima ridurre numero di assessori regionali, forse sarebbe meglio ridurre il loro compenso. Riducendo il numero si riduce la rappresentanza. Alcuni territori rischiano d non essere rappresentato, o di avere solo rappresentanti in maggioranza o in minoranza. Questo è frutto della demonizazione della poltica. La casta forse sono io, non certo i consiglieri comunali o provinciali. Questo è risultato che abbiamo ottenuto  in questi anni. È giusto bonificare il sottobosco delle partecipate, che spesso servono solo per dare poltrone agli amici. Ma prendersela con consiglieri di quartiere o comunali è un errore grande. Tra l’altro i tagli hanno un impatto commerciale modesto. Ma è un meccanismo da cui non si torna indietro. Questo non significa che la partecipazione in politica non sia una valore, ma dovremmo farlo in maniera diversa. Lo strumento delle primarie ad esempio è uno strumento di grande partecipazione, ma che certo non risolve il problema della rappresentanza locale, legata alla democrazia vera.

SALEMI, riprendendo una citazione di Pietro Nenni: “Lo stato è debole con i forti, forte con i deboli”.

PARISI: “Mi ripeto: bisogna capire cosa si intende per Stato. Il problema è la politica debole”.

SALEMI, citando Falcone: “Non esiste un società civile che sia altro rispetto e lo Stato. Siamo noi che ce la creiamo, e ci fa tanto comodo a tutti quanti”.

(foto Marco Pomella)
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PARISI: “Ricordo quando Falcone disse questa cosa intervistato da Costanzo. E’ vero, è  troppo comodo a tutti questa distinzione. La politica da chi è fatta? Da te, da me, non da alieni. Poi esiste una parte politica che fa il politico di professione, specie in questa Regione governata da 60 anni dalla sinistra. In un paese nonrmale questa non sarebbe la regola. La società civile è lo Stato, è la politica, ed è giusto condannare il politico che ruba come l’evasore fiscale o il disonesto. Pensare che la politica sia qualcosa di diverso porta ad errori drammatici. Il sistema deve creare emolumenti perché il politico non rubi, e che una volta scoperto sia estromesso dal consesso politico”.

Poi cominciano a scorrere le foto. La prima è di Silvio Berlusconi.Salemi: “Quale partito? Quale centrodestra?”

PARISI:”Intanto bisogna spiegare meglio il messaggio di Berlusconi. Ha detto che non si ricandida, non che esce dalla politica. Resta presidente del partito. Le primarie possono essere una grande opportunità, ma anche un rischio. Noi come classe dirigente abbiamo la reposnabilità di cogliere l’oppurtonta positiva, per discutere progetti e programmi. Questo è un periodo in cui fioriscono numerosi manifesti nel partito: è il confronto giusto che fa crescere grande partito. Dobbiamo ricordarci le ragioni per cui siamo scesi in campo. E fare primarie sui programmi”

SALEMI: MONTI. CHE GIUDIZIO SUL GOVERNO, E PERCHE’ È  STATO SOSTENUTO DA PDL?

PARISI. “Penso sia stata un’eccezione e penso che sarebbe drammatico diventasse una regola. Penso questa esperienza finirà, al più tardi, all’inizio della primavera 2013, quando si andrà a votare e si eleggerà un governo politico. Non non siamo abituati a questo sistema. Nella coalizione che sostiene Monti molte cose non ci
piacciono, altre si, altre stiamo cercando di sistemarle. Dal ’94 in poi siamo stati abituati al sistema bipolare: chi vinceva metteva in pratica le sue idee. Non siamo abituati a questo tipo di governo, che risponde ad uno stato di eccezione”.

 SALEMI: CHE GIUDIZIO SUL GOVERNO DI ENRICO ROSSI?

PARISI. “Qualcuno sostiene la crisi del Pd sia merito di Renzi. E’ una analisi superficiale. La crisi del sistema rosso di questa Regione è precedente a Renzi e ci sarà anche dopo Renzi. Rossi sul finire di agosto proposto delle tre aree vaste e tutti i 10 presidenti di provincia toscana, tutti del suo stesso partito, gli sono andati in tasca e hanno sostenuto tutta un’altra cosa. Quando il Pci ha perso i  circoli, il Pd ha usato gli enti territoriali per creare consenso politico. Oggi, senza risorse, questo sistema non funziona più”.

 SALEMI: MERKEL E PREMIO NOBEL ALL’EUROPA.

 PARISI.“La Merkel fa il suo lavoro: si occupa del bene del suo paese, non dell’Europa, come è giusto che sia. Sono contento per il Nobel all’Europa: bene o male, escluse alcune guerre come quelle dei Balcani, ci ha assicurato 70 anni senza guerre.  Le guerre commerciali evidentemente non contano”.

SALEMI: ER BATMAN-FIORITO

PARISI. “Dico solo questo: Fiorito è un giovane, è stato eletto con le preferenze: è il perfetto candidato renzian. Bisogna riflettere su questo: non basta esssere giovani e avere preferenze”

SALEMI. MONETINE SU CRAXI, PER LA SEVERINO OGGI SIAMO PEGGIO DI ALLORA.

 PARISI: “Non sono d’accordo. C’è una  diversità strutturale dei casi che oggi sono sui giornali e quello che accadeva a tangentopoli. Lì era un sistema di
finanziamento illecito alla politica, oggi è qualcosa diverso: sono una serie di episodi di corruttela dei singoli a beneficio dei singoli. Non sono gli stessi fenomeni. Chi ruba ruba, ma un conto è il singolo, un conto è un sistema. E a tirare le monetine a Craxi c’era anche un signore di nome Fiorito”.

SALEMI, SULLA FOTO DI DUE GIOVANI TOSCANI, CATERINA FALLENI, 23 ANNI, LIVORNO, PREMIATA DALLA NASA PER AVER INVENTATO UN FRIGORIFERO CHE FUNZIONA SENZA CORRENTE ELETTRICA, E MATTEO VALORIANI, 25 ANNI, DI FIGLINE VALDARNO, PREMIATO A SYDNEY DALLA MICROSOFT PER AVER INVENTATO UN SOFTWARE CHE AIUTERÀ I BAMBINI AUTISTICI: NON SIAMO LA GENERAZIONE DEI BAMBOCCIONI.

 PARISI: “Assolutamente no: dovete credere in voi stessi. Questi due esempi ne sono la prova”

SALEMI. FOTO DI PARISI BAMBINO: QUANDO HA INIZIATO A PENSARE ALLA COSA PUBBLICA?

 PARISI: “Presto, prima da giornalista, poi ho creduto che dovessi fare qualcosa di più”

A SEGUIRE UNA LETTURA DEI TWITTER CON HASTAG #CHELINSE ARRIVATI DURANTE L’INCONTRO: “IN VISTA DELLA PRIMARIE SI SONO SUPERATE LE DISTINZIONI TRA EX AN E EX FORZA ITALIA?”

PARISI: “Assolutamente si”

Infine la premiazione, con la consegna di una targa e tshirt ricordo all’onorevole Parisi. Sulla targa c’era scritto “All’on.Massimo Parisi per l’appassionata abnegazione con la quale persegue ideali comuni”.

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