VIAREGGIO. “Il problema di fondo è che se alla globalizzazione delle imprese del lavoro non corrisponde la globalizzazione dei diritti, è ovvio che chi rispetta le regole è avvantaggiato. Non si possono mettere sullo stesso piano le multinazionali e il sistema delle imprese balneari italiane che sopravvivono grazie al lavoro di trentamila famiglie”. Lo ha dichiarato ieri (venerdì 17 novembre) a Viareggio l’onorevole Antonio Di Pietro, che ha incontrato presso la Croce Verde i balneari della Versilia.

“L’attuale Governo è chiamato a far quadrare i conti perché lo ha chiesto l’Europa e per questo è disposto a tutto. In questa situazione è necessario far sentire la voce della specificità italiana è fondamentale affinché all’interno del Parlamento si prenda una decisione”, ha spiegato Di Pietro. “Nel breve tempo è necessario fermare la procedura d’infrazione e fare in modo che l’Italia inizi un dialogo costruttivo e interdittivo nei confronti della Commissione Europea, ma questo il Governo non lo fa e non lo farà mai perché Monti è uno degli artefici della Bolkestein. Questo è possibile attraverso l’introduzione di una norma: la proroga di trent’anni per le concessioni balneari. Questo è l’obiettivo immediato.”

“La proposta che ha fatto l’Italia dei Valori prevede una questione più ampia: noi chiediamo di avviare una procedura di contenzioso politico e giuridico perché difendendo le imprese balneari non si difende l’interesse privato ma l’interesse pubblico delle migliaia di lavoratori del settore.

!Al di là della soluzione temporanea dei trent’anni, è necessario trovare una soluzione complessiva per il tutto il tessuto delle Pmi italiane, perché la realtà italiana si basa sulla piccola e media impresa ed è nostro dovere difenderla dagli assalti della globalizzazione promuovendo la qualità del prodotto e l’eccellenza.

“Tutti si occupano dei principi della libera concorrenza, della liberalizzazione, della Bolkestein e nessuno si preoccupa di difendere la realtà italiana”, ha concluso Di Pietro. “Quella dei balneari è un’economia di sistema che interessa tutto il Paese e che dà lavoro a trentamila persone.”

“Siamo soddisfatti della presa di posizione del leader di Italia dei Valori”, aggiunge Graziano Giannessi, vicepresidente del Sib-Confcommercio. “È una difesa delle piccole e medie imprese che costituiscono un valore insostituibile per l’economia del nostro Paese, gli stabilimenti balneari, poi, sono una specificità tutta italiana che va preservata ed incentivata.”

Saranno oltre 1.000 gli imprenditori che dalla Versilia si recheranno a Bologna martedì prossimo 20 novembre per manifestare sotto la Regione Emilia Romagna, determinati a far capire quanto sia importante lavorare tutti verso un unico obiettivo: non andare alle aste a partire dal 1° gennaio 2016.

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