"SALVIAMO LA 'BIMBA CHE ASPETTA' ", IL MONITO DELL'ASSOCIAZIONE TERRA DI VIAREGGIO - Eventi, Life Style Versiliatoday.it

“SALVIAMO LA ‘BIMBA CHE ASPETTA’ “, IL MONITO DELL’ASSOCIAZIONE TERRA DI VIAREGGIO

VIAREGGIO. È partita l’operazione “Salviamo la Bimba che aspetta”, la poetica scultura funeraria icona dell’immaginario affettivo di intere generazioni di viareggini. Ne parlerà Riccardo Mazzoni, venerdì 7 dicembre alle ore 21.15, al Teatrino Leonardo Pacini presso la chiesa di Sant’Antonio, in un’originale e suggestiva conferenza-narrazione con proiezione di immagini organizzata dall’Associazione culturale Terra di Viareggio in collaborazione con la Soprintendenza ai beni Storico-Artistici di Lucca e Massa Carrara e all’Asp del Comune di Viareggio alla quale è delegata la gestione dei servizi cimiteriali.

Correva l’anno 1894 quando il fabbro ferraio – e fondatore del partito repubblicano viareggino – Eugenio Barsanti, in cerca di un’immagine che simboleggiasse nello stesso tempo l’imperituro sentimento filiale e la malinconia dell’affetto perduto, inventò per adornare l’edicola funeraria della defunta giovane sposa Clorinda Beretta – già madre di sei figli, e ciò la dice lunga sulla condizione femminile dell’epoca – da lui stesso disegnata, la figura di una bambina di marmo in attesa della madre ormai morta, quasi certamente ispirata alla poesia “Tutto ritorna” di Giovanni Prati, commissionando l’esecuzione della statua al misterioso scultore carrarese Ferdinando Marchetti (è questa la sua unica opera accertata) e chiedendo di posare per essa alla figlia terzogenita Paolina. L’inaugurazione avvenne in occasione della festività dei defunti del 1895.

Da allora intere generazioni di viareggini hanno compiuto l’immancabile pellegrinaggio alla statua della “Bimba che aspetta”, scandendone le visite rituali con l’elaborazione di voci e storie che spesso assumevano l’alone della leggenda e nei bambini stimolavano curiosità e simpatia per la piccola amica di marmo suscitando però anche trasalimenti affettivi e paure di abbandono. Voci e storie che, nelle loro complesse ramificazioni, hanno attraversato tutto il Novecento per giungere fino ai giorni nostri, facendo assurgere la piccola statua a simbolo della cultura popolare della comunità.

Oggi la centenaria bambina di marmo presenta evidenti e preoccupanti segni di deterioramento e necessita di un non più procrastinabile intervento di restauro conservativo, fatto ovviamente a regola d’arte.

Va ricordato che la “Bimba che aspetta” è annoverata tra le oltre duecento opere scultoree e architettoniche tutelate dalla Soprintendenza ai Beni Storico-Artistici di Lucca e Massa Carrara, un patrimonio di grande valore che fa del cimitero comunale viareggino e dell’attiguo camposanto della Misericordia uno dei più importanti complessi funerari monumentali di origine ottocentesca del centro Italia.

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Aggiornato il: 06-12-2012 13:00