VIAREGGIO. Nell’ambito della costante attività di controllo sulla filiera della pesca che la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Viareggio effettua in conformità alle direttive emanate dalla Direzione Marittima di Livorno, sabato sera, è stato conseguito un risultato particolarmente significativo.

Presso un ristorante del centro di Viareggio sono stati rinvenuti, ancora vivi e pronti per essere cucinati e serviti ai clienti, 6 chili di novellame d’anguilla, le cd. cee/ceche. Il prodotto, vietato ma ricercatissimo, è stato immediatamente posto sotto sequestro per essere quindi rigettato in mare dagli uomini della Guardia Costiera nella mattinata di oggi.

Come noto le “Cee” sono una prelibatezza molto apprezzata dal palato dei viareggini, il cui consumo, tuttavia, arreca un ingente danno ambientale, poiché va a incidere sugli esemplari più giovani, appena nati, di una specie ormai in via di estinzione.

Non appare superfluo sottolineare che le anguille sono una specie protetta, inserita nell’elenco degli animali in via di estinzione allegato alla convenzione internazionale CITES (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione), pertanto la pesca del novellame ha riflessi diretti sulla sopravvivenza stessa della specie.

Le sanzioni previste per la pesca di frodo e la commercializzazione delle “cee” sono di carattere penale, infatti il titolare del ristorante è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria; potrebbero anche scattare per lui sanzioni accessorie.

Nei giorni scorsi i militari della Capitaneria di Porto di Viareggio avevano già individuato e sequestrato, lungo il canale Burlamacca, diversi attrezzi (cerchiaie) utilizzati per la pesca delle “Cee”, rigettando immediatamente in mare i pochi esemplari catturati. Questa volta, invece la quantità di animali rinvenuta è stata rilevante, poiché il novellame di anguilla è molto piccolo e pesa pochissimo, perciò il fatto di averne individuato ben sei chili ancora in vita – prima che finissero in padella, o peggio ancora, nello stomaco di qualche incauto avventore – desta particolare attenzione.

Consapevoli di aver contribuito direttamente a tutelare l’esistenza stessa di una specie di vita, questa mattina, gli stessi militari intervenuti con efficacia sabato sera, hanno proceduto a restituire la libertà, immettendoli in mare, ai giovani esemplari salvati da morte certa; migliaia  e migliaia di piccoli potranno diventare adulti e riprodursi.

Lo scopo da raggiungere, e l’attività posta in essere può contribuire a conseguirlo, è di una cultura del rispetto del mare e dei suoi “abitanti”. Chiunque, pertanto, è invitato a inviare segnalazioni all’Autorità marittima per il tramite del numero blu gratuito 1530, attivo 24 ore su 24, per rendere ancora più proficua ed efficace la futura attività di tutela e contrasto verso il depauperamento dell’ecosistema marino.

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