(foto Marco Pomella)
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CAMAIORE. E’ guerra aperta tra la lista Alternativa per Camaiore (e l’associazione Libera) e la consigleira comunale Patrizia Gemignani.
“Non parli per conto nostro”: Massimo Biancalana, presidente dell’associazione, ne fa una questione di correttezza etica e politica. Mentre parla tiene accanto a se l’avvocato Elisa Vannucci Zauli. Un segnale chiaro: si andrà per vie legali.

Tutto nasce delle dimissioni di Gemignani – una della candidate sindaco alle ultime elezioni a  Camaiore, entrata in consiglio comunale anche grazie all’apparentamento della sua lista con il futuro sindaco Del Dotto e la  sua coalizione – dall’associazione Libera.

Associazione che è l’ente che sta a monte di tutta la lista  civica. “È Libera – spiegano Massimo Biancalana e Antonio Dettori – che ha fondato il logo e la lista  civica. È libera che ha raccolto le firme  necessarie ed ha proposto la Gemignani come candidata. E’ libera che ha  sottoscritto l’accordo per l’apparentamento. E’ libera – aggiungono – che ha fatto tutti i necessari atti legali e notarili”.

Questo è solo l’apice di dissidi interni che sono esplosi e venuti alla luce. Frizioni in particolare tra Patrizia Gemignani e il presidente Biancalana. Per Gemignani Biancalana è solo un dittatore. Per Biancalana (e il resto di Libera) è la Gemignani a non seguire più le indicazioni  che arrivano dalla stessa associazione. “Prima delle elezioni ci muovevamo d’accordo e in armonia – dice Datori –  poi una volta eletta ha cominciato a fare quel che voleva, senza più rispondere all’associazione che l’ha candidata e sostenuta”

Così arriva la decisione: Patrizia Gemignani rassegna la dimissioni da Libera.

Ma la cosa non finisce qui. Libera infatti invia una lettera a Patrizia Gemignani, con la quale la diffida da usare il simbolo di Alternativa per Camaiore e parlare per conto della lista  civica che lei ha abbandonato.

“Non abbiamo mai chiesto – spiega Biancalana – che lasci il consiglio, anche perché abbiamo fatto di tutto per farla eleggere. Siamo ben consci che col suo  atteggiamento abbiamo perso un posto di rappresentanza. Ma le chiediamo di non parlare più per  nostro conto. Si crei un gruppo suo, o se ne vada

(foto Marco Pomella)
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nel gruppo misto”.
La Gemignani a quella prima lettera ha risposto. “Respingo ogni ingiustificata pretesa – scrive – che tende a limitare la  mia libertà come privata cittadina”.

Ma la vicenda non si chiude qui.  “Se entro dieci giorni non lascia il  gruppo politico di cui non è più rappresentante – dice il legale di Libera – attiveremo una serie di azioni,  perché crediamo che la giurisprudenza sia pienamente dalla nostra parte”. Insomma il prossimo passo potrebbe essere davanti ad un giudice.

Difficile che la Gemignani, sulla base di quanto ha fatto capire, passi al gruppo misto: li si troverebbe a rinunciare a tutti i diritti quale capogruppo, e soprattutto si troverebbe come capogruppo Riccardo Bonuccelli, ex Udc.

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