(Foto Matteo Ghilarducci)

VIAREGGIO. Era il 1977 quando un giovanissimo Carlo Verdone si esibì nel suo primo spettacolo fuori Roma. Su un palcoscenico d’eccezione, quello dell’Hop Frog, il locale viareggino (dove oggi c’è la pizzeria Oscar G) sul lungomolo del Greco, punto d’eccellenza e di sperimentazione all’interno del quale si sono esibiti i migliori attori italiani.

“Viareggio mi ha battezzato – racconta – quando entrai in scena, nei panni del prete di campagna, mi tremavano le gambe”. E adesso a quasi quarant’anni da quel debutto Verdone ripropone il monologo al folto pubblico che questa mattina ha invaso la Sala Conferenza di Palazzo delle Muse. Il comico romano ne ha fatta di strada, ma Viareggio rimane sempre nel suo cuore.

(Foto Matteo Ghilarducci)

“Qui – prosegue – trascorrevo le mie vacanze quando ero piccolo, ho conosciuto tanta gente. Tra  Forte dei Marmi e le Alpi Apuane ho ambientato molte scene del film “Al lupo, al lupo”, e in parte è stato girato in Versilia anche Viaggi di Nozze. A Forte dei Marmi ho ricevuto il Premio Satira politica”.

E Viareggio ha voluto rendergli omaggio consegnandogli il Burlamacco D’Oro 2013 e il titolo di Cavaliere di Gran Croce del Carnevale.

“Non ho parole per ringraziarvi -commenta Verdone – credo molto in questa terra di grande creatività. Ieri sera sono andato con mia figlia alla Cittadella del Carnevale a vedere gli ultimi ritocchi ai carri e i carristi che ultimavano le loro costruzioni mi hanno riportato alla Cinecittà di tanti anni fa. Un’immagine molto felliniana”.

(Foto Matteo Ghilarducci)

“Vedo che c’è una città che tiene viva la memoria storica e mantiene un attaccamento necessario di questi tempi per esorcizzare i fantasmi che ogni giorno troviamo sul giornale. Il Carnevale è una rivincita costruttiva sulla crisi”.

Riconoscimento anche per Dalia Gaber, figlia dell’indimenticabile Signor G e organizzatrice da ormai nove anni del Festival Gaber, insignita del titolo di Dama di Prima Classe del Carnevale di Viareggio. Proprio al padre, grande cantautore è dedicata questa prima domenica di Carnevale.

“Questo titolo che mi ha conferito la Fondazione è gradito – dice – ringrazio, poi il fatto che il primo corso sia stato dedicato a mio padre è una dimostrazione dell’affetto che la città e il Carnevale hanno per lui e la nostra famiglia e questo non può che farmi tanto piacere”.

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