CAMAIORE. Per qualche terribile interminabile giorno ha creduto di avere la malaria: questo almeno gli avevano diagnosticato i medici. Odissea africana per il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto. Il suo viaggio, alla scoperta delle onlus di Camaiore che operano nel continente nero, non è stato certo facile.

Il viaggio del primo cittadino è iniziato due settimana fa. Appena arrivato in Camerun, nella capitale della regione del sud Ebolowa, su invito dell’Associazione ‘Solidarietà nel Mondo Onlus, la malattia si presenta: febbre alta, sopra i 40 gradi, brividi. Portato in un ambulatorio di un ospedale Del Dotto viene visitato. E per i medici africani è malaria, nonostante il sindaco prima di partire avesse fatto tutti i necessari vaccini. Lo imbottiscono di farmaci, lo tengono sotto osservazione. Lo nutrono e lo medicano attraverso delle flebo.

Con la febbre ancora addosso Del Dotto prosegue il suo viaggio, tra campi medici e carceri africani. E domenica scorsa rientra in Italia. Ma non sta ancora bene, è spossato dalla malattia. Della sua disavventura non parla quasi con nessuno: lunedì partecipa al consiglio comunale e martedì mattina va a Pisa, al centro di infettologia e malattie tropicali. “A Pisa per fortuna i medici mi hanno rassicurato, e mi hanno detto che era solo una normale influenza, più forte del solito. Qualche timore l’ho avuto, ma tutto è andato per il meglio. Per fortuna non era malaria”. Solo un ceppo africano dell’influenza, particolarmente virulento a quanto pare.

Nonostante la sua disavventura il sindaco ricorda i momenti belli del suo viaggio. “Ho toccato e visto quanto i camaioresi sono generosi e altruisti. Ho deciso di aderire all’invito perché ritenevo importante omaggiare la figura di don Paolo D’Alessandro, un nostro concittadino, che in quella terra, durante la sua opera, ha perso la vita: ringrazio Giovanna e Alessandra, le sue sorelle, per avermi dato questa occasione, visitando villaggi, carceri, lebbrosari”.

“Dagli acquedotti ai pozzi, dalle case alle scuole, le offerte della nostra gente stanno cambiando la vita di moltissime persone. Questo grazie anche all’attività svolta dai medici che si sono messi a disposizione, come la dottoressa Patrizia Rossi e la dottoressa Cinzia Benedetti, che mi hanno accompagnato, all’interno della struttura di pubblica assistenza per la cura delle malattie della popolazione di Ebolowa”.

“Molte delle risorse raccolte – prosegue Del Dotto – vengono poi impiegate nel circuito della prevenzione della malaria, o per comprare sedie a rotelle per bambini e bambine che altrimenti sarebbero costretti a trascinarsi per terra. È davvero bello vedere che, al di là di quel che raccontano le cronache di questi ultimi anni, esistono associazioni di missioni umanitarie davvero impegnate anima e corpo nel loro dovere, senza tradire i propri sostenitori e, anzi, impegnate con la massima trasparenza. Questo viaggio – conclude Del Dotto – è servito a ricordarmi e far ricordare che, anche in tempi di crisi, la solidarietà, sia domestica sia verso i popoli più in difficoltà, non deve venire meno. Se sappiamo essere attenti ai bisogni questi popoli, e se siamo capaci di intervenire nei loro paesi, dimostriamo amore a attenzione per le persone tutte, ovunque esse si trovino”.

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ultimo aggiornamento: 22-02-2013


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