VIAREGGIO. Alle “Barbantini”, la casa di riposo per anziani nella frazione di Bicchio, rischia di essere smantellato il servizio di laboratorio e analisi, così come sparirebbe il reparto di medicina generale: lo prevede una convenzione triennale stipulata con la Asl in seguito all’ormai prossimo – scatterà il 1° maggio – cambio di gestione della struttura viareggina. Ma è un passaggio di consegne piuttosto oscuro, quello che descrivono Paolo Bruni e Marco Morbidelli della Cgil: la casa di cura finirebbe sotto la guida di una società che, in realtà, ne nasconde altre quattro. E il rischio, paventato dai due sindacalisti, è che non si sa a chi realmente andranno i soldi pubblici destinati alla sanità – nella fattispecie, due milioni e 660mila euro stabiliti dalla convenzione.

Le suore passano la mano. Tutto nasce dall’annuncio che le suore barbantine intendono affidarsi a società esterne per la gestione della casa di riposo a Bicchio. Una decisione comprensibile, perché sono oramai rimaste in poche. E poi, nonostante il disavanzo di bilancio si stia progressivamente riducendo, c’è da fare i conti con la famigerata spending review. A farsi carico dell’amministrazione delle “Barbantini”, con un contratto di affitto di nove anni, sarà la neocostituita Santa Chiara Srl, che ha sede legale a Piacenza e già dirige una Rsa (Residenza Sanitaria Assistenziale) delle suore barbantine a Torino. “Fin qui nulla di anomalo”, racconta Morbidelli.

Scatole cinesi. Ai sindacati viene detto che la Santa Chiara Srl è interamente controllata dalla onlus La Madonnina, pure questa con sede legale a Piacenza, che assieme ad altre tre cooperative sociali forma il consorzio Obiettivo Sociale. In realtà, i sindacati scoprono che la Madonnina detiene solo il 10% delle quote della Santa Chiara: un secondo 10% è equamente ripartito tra l’amministratore delegato ed un consigliere d’amministrazione.

Ma a destare perplessità è il rimanente pacchetto: l’80% è infatti nelle mani della Soges Srl, a sua volta interamente controllata dalla Cofimo Fiduciaria SpA di Milano, della quale è proprietaria al 100% la Fisma Srl. Quasi tutte le quote – 98% – di quest’ultima sono controllate dalla Sima Srl, della quale l’unica proprietaria (al 100%) è la stessa Cofimo Fiduciaria SpA. Impossibile orientarsi in un questa giungla, per i sindacati: “Non si capisce chi sono realmente gli investitori, il cui anonimato è garantito dalla società fiduciaria”, aggiunge Bruni.

Tagli al personale. “Abbiamo avuto una serie di incontri su questo cambio di gestione e ci è stata prospettata la necessità di una riorganizzazione della struttura”, prosegue Morbidelli. “Si parlava, nello specifico, di circa 5-6 esuberi. O meglio: ci è stato detto che si trattava di dipendenti ormai prossimi alla pensione. In realtà, abbiamo scoperto che non era assolutamente così.

“Abbiamo chiesto che ci venisse mostrato il piano industriale: pare che per la nuova gestione i problemi di bilancio (nel 2011 la casa di cura ha chiuso con un negativo di circa 377mila euro, ndr) possano essere risolti solamente con un taglio sugli 85 dipendenti. A fronte di un risparmio di 300mila euro sul personale, tuttavia, abbiamo riscontrato un passaggio da 70mila a 120mila euro per le spese su consulenze esterne, direzione e amministrazione.”

Niente laboratorio e analisi.
Il reparto diagnostica delle “Barbantini”, situato al piano terra della struttura, rischia di essere seriamente ridimensionato: medicina generale verrà smantellata – due medici sono già andati via -, laboratorio e analisi chiuderanno. I servizi rimanenti – cardiologia, radiologia, ecografia e doppler – verranno tagliati.

“Abbiamo già parlato con Brunero Baldacchini, direttore dell’Asl 12 Versilia”, conclude Morbidelli. “A breve incontreremo l’assessore regionale alla sanità Marroni e chiederemo di eseguire accertamenti: vogliamo sapere a chi andranno davvero i soldi dei contribuenti.”

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