CULTURA A CAMAIORE, IL SINDACO TRACCIA LE LINEE GUIDA

(FotoMania)
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CAMAIORE. “La proposta culturale è una delle principali nel panorama programmatico che ha contraddistinto il centrosinistra nelle scorse elezioni: terremo fede alle aspettative della città”, così dichiara il Sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto., che ora gestisce personalmente anche la delega della Cultura.

“La ricostruzione dei rapporti fra Amministrazione e mondo associativo è un nodo cruciale: sino ad oggi, il nostro Comune è stato destinatario di decine, centinaia di richieste di contributo economico per sostenere le iniziative delle singole associazioni: anche questo è importante. Tuttavia – prosegue Del Dotto – l’organizzazione di una offerta culturale articolata e forte, fondata sulle risorse umane locali, deve essere alla base di ogni ragionamento: un’azione che si porta avanti bene se si riesce a creare un gruppo affiatato e un senso di squadra fra le associazioni che operano nel settore. Sono già a lavoro intorno allo studio di diversi modelli di città nelle quali la cultura è diventata volano di sviluppo economico: bisogna essere consapevoli che anche la cultura è un motore formidabile di lavoro, nel quale si investe ‘uno’ e si genera un ritorno di ‘cento’. Il difetto della politica, specie quella nazionale, è l’aver sempre pensato a questo argomento come un peso: Tremonti, tempo fa, disse che con la cultura non si mangia. Beh, è vero, se si parla di certi modelli. Ma lo sviluppo economico passa anche da un settore cruciale come questo, che nel nostro Paese è sempre ancora troppo trascurato”.

“Animare i centri commerciali naturali, che sono dei palcoscenici esistenti, con iniziative culturali è certamente il primo passo: il folto calendario di eventi che animano e animeranno Lido, Capezzano e Camaiore dimostra che la voglia c’è ed è tanta; nei limiti delle risorse disponibili, il Comune non mancherà di fare la sua parte. Tuttavia – afferma il Sindaco – è necessaria una precisazione: un concetto di cultura cui spesso non pensiamo è quella delle tradizioni popolari, che nel nostro Comune costituiscono un unicum, dalla gastronomia alla musica, dai tappeti in segatura al paesaggio”.

Ma c’è di più, e il Sindaco spiega: “Guardo a Pietrasanta, non tanto per scopiazzare l’amico Lombardi: ogni città ha le sue caratteristiche e non intendiamo fotocopiare gli altri, sennò facciamo come i poveri che si contendono una scarpa; vogliamo creare una nuova offerta, complementare. A Pietrasanta, infatti, trovo intuizioni organizzative, di metodo e di sistema, che possono essere utili anche a Camaiore: ecco perché, quando parlo di cultura, parlo anche degli investimenti nelle sue infrastrutture. Un piano strategico di valorizzazione dei beni pubblici che sia direzionato sulla finalità culturale; l’essere pronti col progetto del nuovo Cinema Moderno, per avviare le procedure di gara appena termineranno i contenziosi; la rivitalizzazione delle piazze e dei luoghi aperti (piazze, passeggiata, giardini), da mettere in linea, dove necessario, con le misure della pubblica sicurezza e del pubblico spettacolo per farne anfiteatri all’aperto. Anche la cultura diventerà oggetto di destagionalizzazione”.

La cultura, dunque, come anima di una città viva e che lavora “Perché – ricorda il Sindaco – fare una manifestazione o un evento, aver aperto il Cinema o riaperto il teatro, significa far lavorare bar, negozi, ristoranti, bed&breakfast, alberghi, fornitori, gastronomie, dando al turista che va sul mare al pomeriggio l’occasione di scoprire l’entroterra alla sera: investire in cultura diventa un modo per sostenere l’economia locale in un momento storico in cui vince chi riesce a ‘tenere’, oltre a chi riesce a crescere. Nel lungo periodo, significa creare un sistema in grado di generare occupazione e ricchezza. Lo dimostrano eventi come gli orti, gli artisti di strada e lo dimostreranno i tanti momenti di spettacolo della prossima estate. A questo, affiancheremo uno specifico bilancio, al quale sto lavorando, dove cercheremo di mettere in evidenza iniziative e investimenti, strutturali e non, che fanno cultura e sviluppo economico”.

 

 

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