(foto Marco Pomella)
(foto Marco Pomella)

 MASSAROSA. “Accolgo con favore l’invito fattomi dal Movimento 5 Stelle, poiché si pone in linea con quanto ritenuto dalla mia amministrazione rispetto al fatto di vigilare, ovviamente nei limiti delle mie prerogative, affinché non venga disatteso l’esito referendario del giugno 2011 che ha inciso, tra gli altri, anche sulla gestione del servizio idrico integrato”. Così il sindaco Franco Mungai risponde all‘appello avanzato da M5S di Massarosa sull’acqua pubblica.

 “A tal proposito e in primo luogo ricordo, ai rappresentanti del Movimento, le forti perplessità già espresse, sulle questioni da essi sollevate, sia dall’assessore regionale Annarita Bramerini, sia dal Sindaco di Livorno, nonché presidente dell’Autorità Idrica Toscana Alessandro Cosimi, il quale in sintonia con il mio parere e quello della mia amministrazione, ritiene che sia necessario rivedere il metodo tariffario proposto, se pur in via transitoria, dall’Autorità per l’Energia Elettrica e Gas e che i soldi per gli investimenti non possano essere posti a carico degli utenti”.

 “Ricordo – aggiunge Mungai – che proprio in occasione dell’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana convocata per l’approvazione delle proposte di tariffe, è stato approvato un documento con il quale si richiamano tutta una serie di perplessità in ordine “al rispetto degli esiti referendari, con particolare riguardo all’abolizione dell’adeguata remunerazione del capitale investito, all’incentivazione degli interventi di miglioramento e riqualificazione del servizio idrico integrato offerto dai gestori, al mantenimento dell’equilibrio economico finanziario dei Piani d’Ambito, con particolare riferimento al medio – lungo termine, alla maggiore dilatazione temporale degli ammortamenti che determina effetti indesiderati sul terminal value delle gestioni stesse, alla carenza di qualsiasi riferimento nella tariffa alla copertura dei costi ambientali della risorsa”.

 “E’stata inoltre riconosciuta l’esigenza di dare attuazione al principio di “rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua” senza però mettere in discussione la capacità di realizzare gli investimenti necessari a migliorare la qualità del servizio (1,9 miliardi di Euro per la Regione Toscana), un parte dei quali servirebbero senza dubbio anche al territorio di Massarosa vista la necessità di intervenire, da parte del Gestore, sia sulla oramai compromessa rete idrica ( si vedano le problematiche legate alla qualità dell’acqua in particolare nella frazione di Piano di Mommio) che su quella fognaria. È chiaro, come credo ben sappiano i rappresentanti del movimento di Grillo, che un sindaco può fare ben poco se non azioni di sensibilizzazione come sto cercando di fare e che la discussione ora si debba necessariamente spostare di nuovo nelle sedi consone alla stessa, ossia l’AEEG ed il parlamento. Infatti, con questo documento, inoltrato oltre che al presidente dell’AEEG, anche ai presidenti di Camera e Senato, si invita l’AEEG stessa a definire un nuovo metodo tariffario che superi tutte le criticità emerse e si ponga in linea con la volontà popolare ed il legislatore affinché si adoperi di conseguenza per la modifica delle norme”.

 “Rispetto infine alla necessità di far ritornare la gestione del servizio idrico nella totale disponibilità dei soggetti pubblici, prendendo atto non solo della volontà popolare ma anche dei numerosi ricorsi presentati nei vari Tar, credo che serva una riflessione, che tuttavia non ci riguarda direttamente perché il nostro gestore GAIA è rimasto interamente pubblico, ma dovrà riguardare la riacquisizione da parte dei soggetti pubblici delle quote detenute dai privati nelle altre aziende toscane dove potrà essere necessario un intervento della Regione. Il legislatore deve sapere che, piaccia o meno, non si può far rivivere ciò che è stato abrogato con referendum, pena il rischio oltre che di disattendere gravemente la volontà dei cittadini anche quello di incorrere in ulteriori bocciature da parte della Corte Costituzionale, tenendo ben presente l’interpretazione dell’esito del referendum come un sentire diffuso della risorsa acqua come bene comune”.

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ultimo aggiornamento: 21-05-2013


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