(foto Marco Pomella)
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 MASSAROSA. “Tutto ha avuto inizio nel 2005 – dichiarano il Sindaco Franco Mungai e l’Assessore all’Ambiente Damasco Rosi- quando T.M.E. e T.E.V. (società subentrate a Termomeccanica e Consorzio Etruria, ovvero i costruttori e primi gestori degli impianti), dopo aver messo in mora, già a partire dal 2002, i comuni di Massarosa e Pietrasanta, succedutisi nel 1997 al Commissario regionale, proponevano domanda di arbitrato per ottenere il pagamento nei confronti dei due enti delle riserve iscritte negli atti di contabilità ed in quello di collaudo, per asseriti ritardi nell’esecuzione dei lavori agli impianti di Pioppogatto e Falascaia e nell’inizio dell’attività degli stessi, il tutto per una somma di circa 80 miliardi di vecchie lire (oltre 40 milioni di euro). Un giudizio che per questioni ad esso collegate si andava altresì ad intrecciare con un ricorso al TAR Toscana e successivamente al Consiglio di Stato.

Nell’ottobre del 2009 il collegio arbitrale sulla vertenza citata condannava Massarosa e Pietrasanta, in prima istanza e in solido tra loro, al pagamento in favore di TME di circa 10 milioni di euro, oltre interessi e rivalutazione a far data dal 2002.”

“Nei confronti di tale pronuncia- proseguono Mungai e Rosi- i due comuni presentavano ricorso alla Corte d’Appello di Genova e ora, dopo circa tre anni e mezzo, i magistrati hanno emesso l’amara pronuncia, confermando la condanna al pagamento a favore delle società costruttrici degli impianti di Pioppogatto e Falascaia di una somma che partendo da circa 10 milioni di euro, al netto degli ulteriori calcoli per i quali sono stati incaricati i legali, con interessi e rivalutazione, potrebbe alla fine oscillare tra i 15 e i 20 milioni di euro. Un somma questa che dovrà poi essere ripartita pro quota tra tutti i Comuni afferenti al Consorzio Ambiente Versilia.”

“Il comune di Massarosa – continua il Sindaco- detiene circa l’11 per cento di quote nel Consorzio, per cui oggi saremmo chiamati al pagamento di una somma che varia da 1,5 a 2 milioni di euro circa, con risvolti inimmaginabili sul bilancio comunale. Il tutto per colpe non nostre ma per responsabilità provenienti dal passato e risalenti a quegli anni.”

“Una volta notificate le sentenze- precisa Rosi- TME dovrà attendere il decorso di 120 giorni come per legge prima di dare seguito alla procedura esecutiva ed a quel punto potrebbero cominciare i guai. Le iniziative che d’ora in poi possiamo intraprendere contro queste pronunce non sono molte ma cercheremo di percorrere ogni strada per scongiurare il peggio, ovvero il dissesto del comune.

Come prima cosa tenteremo il ricorso contro la sentenza di condanna presso la Corte di Cassazione presentando contestualmente istanza di sospensione all’esecuzione motivando quest’ultima con il grave pregiudizio che deriverebbe all’amministrazione, ovvero il dissesto finanziario. In caso di mancato accoglimento dell’istanza, invece, tenteremo la carta dell’opposizione all’esecuzione.

Inoltre vedremo di far valere in qualche modo la causa appena instaurata nei confronti di TEV, di Gestioni Ambientali e della stessa TME con richieste nei loro confronti e a vario titolo per circa 111 milioni di euro.”

“Data l’imponenza di questa vicenda e considerati i rischi a cui si potrebbe andare incontro – conclude il Sindaco- andremo a coinvolgere anche la Regione ed i parlamentari del territorio, affinché ci aiutino a perorare la nostra causa in ogni sede e a sostenerci in questa assurda vicenda.”

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