(foto Marco Pomella)
(foto Marco Pomella)

MASSAROSA. La sua vita è stata spezzata, su una strada polverosa del Messico. Ma il suo sogno, la speranza che portava durante i suoi viaggi, prosegue. E non solo con la memoria: qualcuno, fisicamente, completerà il suo viaggio.

L’idea nasce a Caborca, il centro cittadino che nei giorni successivi alla morte di Mauro Talini, ha ospitato i familiari di Mauro e l’associazione Padre Kolbe. Alcun ciclisti locali – in parte gli stessi che a Mauro hanno già dedicato un monumento-tributo – stanno pensando infatti di proseguire il viaggio fermato da un tir di cui ormai si è persa ogni traccia, quello che ha travolto e trascinato Mauro per centinaia di metri prima di lasciarlo senza vita ai bordi della strada.

Il suo viaggio di speranza e di solidarietà non deve interrompersi. E mentre l’associazione Kolbe pensa ad un video tributo da diffondere tra scuole e associazioni, da Caborca ci si organizza per completare, a tappe e fisicamente, il percorso di Mauro. Superare quindi il confine messicano fino a Los Angeles. E poi sempre più a nord, in bici, attraverso il deserto dell’Arizona e l’Idaho, il parco naturale di Yellowstone, e poi in Montana e in Canada, fino alla destinazione finale, il lago di Galbraith.

Se la storia di Mauro ha commosso la Toscana e l’Italia intera, la stessa cosa è successa nel sud America, in Messico in particolare, dove le imprese del piccolo grande ciclista diabetico sono diventate un simbolo da coltivare e diffondere.

Nel frattempo è stata stabilita la data in cui la nuova piazza di Quiesa, nel Comune di Massarosa, sarà dedicata a Mauro Talini: il prossimo 22 giugno.

 

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