VIAREGGIO. L’estate si è fatta attendere, ma ormai bussa alle porte delle nostre spiagge e, per tutelare anche chi oltre a godersi il sole, si prepara a gustare le prelibatezze del nostro mare. Infatti, dal 10 al 14 giugno, una varie task force sono state impegnate nell’operazione complessa di controllo alla pesca denominata “Moscardino”. L’operazione, a livello regionale, è stata coordinata e condotta dalla Direzione Marittima di Livorno sotto l’attenta supervisione del Capitano di Vascello Arturo FARAONE.

In particolare, i marinai della Capitaneria di Porto di Viareggio hanno effettuato mirati controlli per mare, con l’utilizzo di tutti i mezzi navali, ed a terra, in città e nell’entroterra, muovendosi tra le province di Lucca e Pistoia. Oltre ai mezzi navali, sono stati circa venti i militari impegnati in “Moscardino”.

Importanti i risultati conseguiti.

In particolare, in mare, significativa è stata l’attività di controllo ai pescherecci a strascico. Controlli specifici, infatti, nella verifica del rispetto della distanza dalla costa e delle taglie del pesce catturato presso il mercato Ittico di Viareggio; non è, infatti, possibile pescare a meno di tre miglia, e la misura delle maglie delle reti deve essere superiore a 50 millimetri. Ciò a testimonianza della grande attenzione che la Guardia Costiera di Viareggio pone nei confronti della pesca a strascico che, se non compiuta correttamente, può provocare gravi danni all’ecosistema marino. Le infrazioni accertate riguardano il posizionamento di una quarantina di nasse non segnalate all’interno della fascia di mare riservata alla balneazione che oltre un danno all’ambiente costituiscono un serio pericolo per la sicurezza balneare; nasse poi rimosse e sequestrate.

Per quanto riguarda i controlli a terra, invece, 3 sono state le denunce per frode in commercio rilevate nei ristoranti della Lucchesia dove nel menù non era indicato che i prodotti offerti ai consumatori erano congelati.

In totale sono stati più di 130 i chili di pesce sequestrato per la maggior parte perché non in possesso della certificazione che ne attestava la “rintracciabilità”. Per questa mancanza, fondamentale per garantire la qualità di quello che troviamo nei nostri piatti, sono state elevate  n. 13 contravvenzioni  per un totale di circa 23.000 euro. In particolare è stata rilevata la non corretta applicazione delle procedure di lavorazione/trasformazione dei prodotti ittici che può portare all’alterazione e perdita delle proprietà organolettiche dei prodotti serviti ai clienti.

Tutta l’attività di controllo ha quale finalità quella di scoraggiare comportamenti illeciti che possono provocare, in primo luogo, un danno all’ambiente marino. Non di meno, è importante per tutelare tutti i pescatori, e sono molti considerati i numerosi controlli, che operano nel pieno rispetto delle regole.

E da ultimo, non certo per importanza, tutelare i consumatori che hanno il diritto di avere la certezza di sedersi a tavola e consumare una gustosa e sana zuppetta di “moscardino” al pomodoro.

Per questo motivo l’attenzione della Guardia Costiera rimarrà alta anche per tutta la prossima stagione estiva e ogni comportamento illecito, registrato dai cittadini, potrà essere segnalato al numero 1530 gratuito da telefono fisso e cellulare.

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