FORTE DEI MARMI. “Ogni balneare come singolo cittadino ha diritto di dire la sua (e anch’io lo voglio fare a titolo personale) quindi, mi sento di dire che trascinare la categoria dei balneari, a qualsiasi livello di rappresentanza, pro o contro gli immigrati e tutto quello che ne consegue, è profondamente sbagliato e controproducente”. Lo scrive Emiliano Favilla, ex assessore provinciale, esponente di Rifondazione e gestore di uno stabilimento balneare a Lido di Camaiore.

“Primo, perché spetta sicuramente alle autorità ed agli organi preposti far rispettare le leggi e regolamenti comunali e demaniali, per cui ogni pronunciamento addirittura di possibili scontri a difesa di questa o quell’altra posizione, come ha fatto qualche rappresentante di associazione dei balneari, è assolutamente fuori luogo. In particolare queste posizioni portano il cittadino a vedere nella categoria dei balneari una lobby, mentre invece i balneari sono soltanto famiglie e piccoli imprenditori che pur con la loro ideologia politica non intendono certo occupare spazi o fare pressioni tanto meno contro i più deboli . Secondo perché è una materia talmente delicata che attraversa varie problematiche che vanno dalla legalità, a dilemmi razziali, fino a questioni di livello sociale e umanitario che non possono essere liquidati con battute di “pancia” o peggio con posizioni di categoria che ci porterebbero a scontri ideologici che proprio ai balneari non servono assolutamente, in particolare proprio in questo momento.

“I concessionari degli stabilimenti balneari stanno combattendo da qualche anno per evitare che il sistema del turismo balneare italiano, vada a finire allo sfascio in un sistema di globalizzazione, con le aste e/o evidenze pubbliche, che lo potrebbero concretamente portare nelle mani delle multinazionali, se non addirittura nelle viscere della malavita organizzata. E’ una lotta giusta non solo per i balneari ma per tutto il tessuto sociale delle piccole imprese familiari e dell’indotto, per salvaguardare una specificità che produce benessere e occupazione nelle economie locali delle nostre zone. Non a caso il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha preso una posizione forte in difesa di questo particolare e specifico sistema di turismo che ha fatto grande il nostro paese e la stessa regione toscana.

“Tutto questo per dire che non abbiamo bisogno di polemiche che, comunque vada, ci portano a scontri e divisioni tra le gente. Come balneari vogliamo continuare le nostre attività, salvaguardando il nostro lavoro, nel rispetto delle regole e delle leggi, sapendo che operiamo su di un demanio pubblico e lo vogliamo fare, quindi, con rispetto, nella massima unità della categoria e ricercando la massima comprensione di tutti: dalle Istituzioni, da tutta la politica, dalla stampa e soprattutto dai cittadini. Devo dire che sulla questione specifica ci sono molti balneari (per quello che so la stragrande maggioranza) che senza tanto clamore e pur riconoscendo che esiste un problema e senza dare nessun avvallo, dal punto di vista umanitario, chiudono un occhio su qualche ombrellone dove si riposano essere umani stremati in cerca di un po’ di ombra, offrendo loro anche servizi per bisogni impellenti. Sono convinto altresì, che salvaguardando le nostre attività e le nostre specificità potremo continuare a produrre lavoro, sviluppo e benessere per tutti ed in particolare proprio per chi è più debole e indifeso. Sono anche sicuro, conoscendo ormai a fondo i colleghi balneari di tutta l’Italia che la grande maggioranza dei balneari la pensa come il sottoscritto”.

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ultimo aggiornamento: 31-07-2013


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