VIAREGGIO. Consueto appuntamento domenicale con FeliceMente, la rubrica di VersiliaToday, dedicata alla mente e alla sua conoscenza, curata dalla dottoressa Valentina Aletti. 

 

Depressione nei giovani: prevenire è meglio che curare!

Un male oscuro da centinaia di anni affligge l’animo della popolazione umana. Con il tempo gli studiosi sono riusciti a identificare quello che per primo Ippocrate chiamò “melanconia” osservando le oscillazioni di umore nelle persone.

I disturbi dell’umore e tra questi, in particolar modo la Depressione, sono una patologia molto diffusa e un frequente motivo di consulto medico.

Si stima che circa il 20 % della popolazione nell’arco della vita può andare incontro a questi disturbi, con una prevalenza di depressione nelle donne quasi doppia rispetto agli uomini.

Una recente ricerca australiana pone l’attenzione sul crescente aumento di giovani depressi e identifica questa patologia come uno dei più urgenti problemi da affrontare in previsione del prossimo decennio.

I disturbi dell’umore possono presentarsi a qualsiasi età ma hanno un picco di incidenza tra i 18 e i 44 anni, con una media di 30 anni. Purtroppo gli ultimi dati riportano che anche i giovani di età inferiore ai 18 anni soffrono in una buona percentuale di disturbi dello sviluppo e la depressione si colloca come una delle più frequenti cause di malattia, prima di patologie come asma e diabete.

Tra questi fortunatamente sono ancora pochi i bambini che lamentano sintomi depressivi o ansiosi, mentre le percentuali aumentano con l’avvicinarsi dell’età adolescenziale. I giovani stanno diventando depressi più precocemente dei loro coetanei del passato.

Cosa affligge il loro animo? E soprattutto cosa possiamo fare per arginare il problema?

Le cause d’ insorgenza di depressione possono essere molteplici: fattori genetici, temperamento individuale, eventi precoci, eventi di vita o stress fisici e psicologici ma al momento nessuna di queste è considerata più rilevante delle altre. Solitamente alla depressione sono associati problemi con la famiglia o con i coetanei, scarso rendimento scolastico, disoccupazione, abuso di alcol o droghe e cosa molto rilevante un alto tasso di suicidio.

La prevenzione come principale forma di aiuto volta ad arrestare il progredire di questo male è qualcosa che potrebbe veramente fare la differenza.

Così come per ogni malessere psicologico è necessario che genitori, insegnanti ed educatori siano istruiti a riconoscere i primi segnali di disagio nel bambino in modo da attivare tempestivamente una rete di aiuto. La depressione ha la tendenza di essere una malattia ricorrente e più l’età di insorgenza è precoce più si corre il rischio che si ripresenti allo stesso modo o in forme più gravi nell’arco della vita.

Una prevenzione fatta bene ha un costo, questo è il motivo per cui solitamente si cerca di bypassare questo step non rendendosi conto che è solo un modo per posticipare la spesa. Una volta che la persona si ammala la società infatti sostiene un costo molto più elevato per curarla e ottiene risultati peggiori in termini di qualità di vita del paziente e risoluzione definitiva del problema.

Oltre al costo esiste anche il problema dell’ignoranza, per cui spesso si predilige destinare fondi a progetti di vario genere tralasciando quelli di prevenzione, perché ritenuti inutili dato che il problema ancora non esiste.

Capire l’importanza della prevenzione in campo psicologico è un primo passo per iniziare a pensare e di conseguenza agire, in modo più oculato al fine di migliorare la qualità di vita dei nostri figli e dei futuri adulti del domani.

FeliceMente è curata da Valentina Aletti, psicologa clinica, laureata presso l’Università degli Studi di Firenze. Specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale ha conseguito master di perfezionamento in PNL , diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare e obesità , consulenza tecnica e peritale e disturbi dell’apprendimento e comportamento in età evolutiva. Per informazioni o richieste scrivere a [email protected]

Avvertenza: questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale. Le mail saranno protette dal più stretto riserbo e quelle pubblicate, previo esplicito consenso del lettore, saranno modificate in modo da tutelarne la privacy.

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