PIETRASANTA. “Io non ho mai combattuto il governo Letta, non l’ho condiviso. Non ho mai capito perché abbiamo pensato di poterci fidare di Berlusconi. Trovo invece sorprendente che il Pd non abbia chiesto di fare nella prima settimana di governo le legge elettorale”. Lo ha detto ieri l’onorevole Pd Giuseppe Civati, candidato alla segreteria del Pd, all’incontro del Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta.

“La crisi è aperta dal giorno in cui c’è stata stata la sentenza della Cassazione. L’ha aperta per motivi giudiziari Silvio Berlusconi”. Lo ha detto Pippo Civati, replicando alle parole di Brunetta che parlava di crisi voluta dal Partito Democratico. “Questo – commenta Civati- è un ricatto dei peggiori. Anche Epifani, noto per non essere uno vigoroso, ha detto così dall’inizio. Noi non votiamo per salvare Berlusconi”.

“La crisi? Sarebbe meglio aprirla – ha poi aggiunto Civati – piuttosto che scongiurarla, servirà per discutere. La crisi di governo si fanno, non si minacciano. Abbiamo vissuto – ha aggiunto il parlamentare – tutto agosto appesi alla crisi che sta per arrivare. La crisi

foto Aldo Umicini
foto Aldo Umicini

politicamente c’è. Tra l’altro segnalo che da luglio siamo partiti con una crisi alla settimana. Abbiamo avuto prima Alfano, poi Santanchè, poi il Porcellum. Lì la crisi non si è manifestata perché noi facciamo i responsabili. Una volta era Scilipoti, ora è il Pd ad essere responsabile. Pensate come è cambiato il mondo”.

“In un paese democratico Berlusconi si sarebbe dimesso. Il Senato non è un’aula di Tribunale”. Ha spiegato  Pippo Civati a margine dell’incontro al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta commentando l’ipotesi avanzata da Pier Ferdinando Casini di una richiesta di chiarimenti da parte del Senato alla Corte costituzionale. “Dovrebbe essere Berlusconi a doversi dimettere, lasciando tra l’altro tutta la sfida politica aperta. Perché non è che Berlusconi sparisce. Semplicemente ha avuto un problema con la la giustizia sanzionato fino al terzo grado di giudizio. Il senato non è aula tribunale. E sono terrorizzato dall’idea di trovarmi di nuovo davanti Ghedini in veste di avvocato difensore e di parlamentare”.

Un passaggio anche sulla legge elettorale . “Non è un caso se anche Grillo è stato contagiato dal Porcellum, che non è un sistema elettorale ma un virus. Quando entrano in parlamento tutti propongono di cambiarlo, poi quando si sta per uscire nessuno lo vuole cambiare più.  Grillo di fatto col Porcellum può gestire in modo molto verticistico il gruppo parlamentare – ha aggiunto -. Di fatto è un sistema elettorale che consente al capo di gestire le cose con molta più serenità. Mi sorprende e non mi sorprende. Del resto Grillo piuttosto che aprire una discussione politica, preferisce scappare. Facendo così ci costringe, tra l’altro, a discutere con Brunetta per un’altra settimana”. Poi, rispondendo ad una domanda del giornalista Luca Telese ha aggiunto: “Sì, credo che un parte del partito democratico si trovi bene con il Porcellum”. “Ricordo – ha aggiunto Civati – che il Parlamento ha già votato una mozione sulla legge

foto Aldo Umicini
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elettorale, quella cioè di tornare al Matterellum. Quella era una iniziativa giusta e lodevole, sottoscritta da un centinaio di parlamentari, e che infatti il Pd poi non ha votato. EÈ venuto direttamente Dario Franceschini, l’uomo più potente del Pd nel governo Letta, a spiegare perché non dovevamo votare a favore. Io trovai questa cosa molto bizzarra, ma votammo contro. Mentre il voto a favore venne da M5s. Da questo con il movimento di Grillo si potrebbe riprendere un filo di discussione. Un partito come il nostro – ha concluso Civati – non dovrebbe avere paura di cambiare sistema elettorale. Abbiamo 1000 persone di qualità da presentare”.

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