VERSILIA. In questo lungo anno di celebrazioni per i 500 anni del Lodo di Papa Leone X, assieme alla storia e alla ricchezza culturale della Versilia, stanno emergendo le storie di tanti versiliesi. Soprattutto di coloro che vivono fuori dai confini del Capitanato, ai quali le celebrazioni – e soprattutto le attività promosse e raccontate attraverso Internet e i social network – hanno offerto occasioni nuove per sentirsi vicini alla loro terra.

In rete le celebrazioni stanno riscuotendo un inatteso successo. A fine giugno, ad esempio, nel corso del “Salotto Mediceo” a Palazzo Guiscardo di Pietrasanta, in un’ora soltanto, l’etichetta #versiliamedicea associata all’evento è apparsa per ben trentaduemila volte nelle bacheche degli utenti di Twitter. L’onda lunga dei due giorni successivi ha portato le impressions a quota settantottomila, mentre gli utenti che nello stesso periodo hanno effettivamente visto almeno una volta un messaggio sull’argomento #versiliamedicea sono stati più di tredicimila, novantuno dei quali hanno partecipato attivamente alla narrazione dell’evento. Numeri molto significativi, che testimoniano la vivacità dell’interesse suscitato dalle celebrazioni ed il coinvolgimento di tanti versiliesi, non solo residenti, ma distanti anche migliaia di chilometri dalla loro terra. “Ho potuto verificare questo interesse personalmente e con grande piacere in più occasioni», dice il presidente del Comitato delle celebrazioni Riccardo Tarabella. «Molti versiliesi ci hanno contattato dall’estero, alcune centinaia ci seguono su Twitter e Facebook, mentre il sito web ufficiale delle celebrazioni (www.versiliamedicea.it) registra dall’inizio dell’anno più di sessantamila pagine viste, con un picco di circa diecimila pagine solo nel mese di luglio. E’ il segno di quanto importante e condiviso sia il progetto che l’Istituto Storico e i comuni della Versilia hanno intrapreso per la riscoperta della storia e la valorizzazione della nostra comune identità”.

Grazie a Internet e alle nuove tecnologie il Lodo ha fatto emergere storie interessanti di giovani versiliesi che, pur vivendo il loro percorso umano e professionale all’estero, restano legatissimi alle loro origini. Agostino Corfini è uno di essi. Avvocato trentacinquenne, fortemanino doc (figlio di Giuseppe “il biondo” e di Giuliana Giuliani, cresciuto fra i Terreni Pacchiani e la Caranna), si è trasferito da alcuni anni in Spagna. La solida preparazione universitaria a Pisa e una specializzazione in vertenze internazionali, unite alla padronanza dello spagnolo, del catalano, dell’inglese, del francese e del portoghese, gli hanno aperto le porte dello studio “J. Domenech Delsors & Associats” di Barcellona, qualificato centro di consulenza legale e di servizi per le piccole e medie imprese e per le persone fisiche che opera anche sull’asse Italia-Spagna. A Barcellona Corfini cura fra l’altro gli interessi di alcune aziende versiliesi, in particolare nei settori del marmo, delle auto e della nautica, assistendole tanto in pratiche giudiziali (recupero crediti, procedure fallimentari) che stragiudiziali (negoziazione contratti di distribuzione, compravendite internazionali). “Come per molti altri giovani, tutto è scaturito da un’esperienza Erasmus», racconta. «Nel mio caso trascorsi un periodo di studio proprio a Barcellona assieme all’amico Massimo Lombardi di Ripa, conosciuto tra i banchi delll’istituto “Don Innocenzo Lazzeri” di Pietrasanta e che, a sua volta, adesso è avvocato in Francia. La città mi piacque molto, le prospettive di lavoro erano ottime, così nel 2005, dopo la laurea, feci il grande passo: presi l’abilitazione per esercitare in Spagna e mi stabilii nel capoluogo catalano. Torno periodicamente in Versilia, ma è soprattutto grazie a Internet e ai social network che riesco a tenermi costantemente in contatto con amici e conoscenti. Le celebrazioni del Lodo mi hanno dato un’ulteriore occasione per seguire le vicende della mia terra, per conoscere qualcosa in più della nostra straordinaria storia e per sentirmi come non mai orgogliosamente versiliese. Da Barcellona seguo tutti gli eventi. Qui ho molti contatti, anche con istituzioni locali, e non nego che mi piacerebbe fare qualcosa per testimoniare al pubblico spagnolo il valore del nostro originale percorso culturale: Michelangelo, le cave, la strada dei marmi, i Medici… Sono pronto a fare la mia parte per portare la Versilia a Barcellona. Le celebrazioni del Lodo ci stanno insegnando che, restando uniti e lavorando con passione, riusciamo a fare grandi cose”.

Sul sito web www.versiliamedicea.it sarà attivato uno spazio per raccogliere le testimonianze dei versiliesi che vorranno raccontare la loro storia legandola alle celebrazioni per i 500 anni del Lodo di Papa Leone X.

 

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ultimo aggiornamento: 27-08-2013


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