VIAREGGIO. Porta sulla maglia numero 49 un cognome, Rossi, che nella storia del calcio spesso ha regalato immense gioie agli sportivi italiani. È un talento puro, in grado di ricoprire più di un ruolo. E, soprattutto, è un calciatore passato da Viareggio prima di affermarsi. Giuseppe Rossi, attaccante della Fiorentina e attuale capocannoniere della Serie A, è l’ennesimo fuoriclasse lanciato nel calcio professionistico dalla Coppa Carnevale, o Viareggio Cup che dir si voglia.

Rossi, nato nel New Jersey da genitori italiani, partecipa al torneo nel 2004, quando in realtà fa ancora parte della formazione Allievi guidata da Carlo Regno: i crociati vengono eliminati al primo turno, ma il 17enne Giuseppe si mette subito in mostra e va pure a segno nell’ultima giornata della fase a gironi, buttando in rete la palla che decide la sfida contro il Bayern Monaco.

In quella edizione fa molta più strada la Roma, che chiuderà al terzo posto: tra i giallorossi c’è un interessante ragazzo nato nello stesso anno di Rossi, mancino come lui e, in futuro, pure rigorista. Il suo nome è Alessio Cerci, esterno offensivo e, all’occorrenza, seconda punta: oggi è il secondo marcatore più prolifico nella stagione in corso della Serie A, dopo che già a Viareggio si era fatto apprezzare per le sue spiccate doti in fase realizzativa – vedi la doppietta che consente ai capitolini di aggiudicarsi la “finalina” contro il Venezia.

Qualche anno dopo, dal torneo transitano due altri gioiellini del calcio italiano. Nel 2010 fa il suo debutto il Sassuolo, realtà emergente del campionato cadetto: gli emiliani, a sorpresa, arrivano fino ai quarti di finale, dove escono sconfitti di misura dalla Juventus. Nella rosa dei neroverdi compare un giovanotto di origini brasiliane, gentilmente concesso in prestito dal Verona: lui si chiama Jorge Luiz Frello Filho, ma oggi è meglio noto come Jorginho e sogna la nazionale azzurra dal momento che è in possesso del passaporto italiano. Punto di forza dell’undici scaligero che si è assestato nelle zone nobili della classifica, ha segnato cinque gol in otto partite trasformando ben quattro rigori: la curiosità è che nel 2010 fallì proprio dal dischetto, negli ottavi di finale poi vinti contro il Napoli di Lorenzo Insigne.

Infine, due anni dopo, la formazione che ha alle spalle il colosso Mapei scopre un altro campioncino, Domenico Berardi: dopo aver dato un saggio delle sue capacità nel campionato Primavera, diventa uno dei protagonisti della storica promozione nella massima serie dell’anno successivo. Il battesimo tra i grandi del calcio italiano è stato eccezionale: dopo le prime giornate di rodaggio, Berardi è stato autore di una straordinaria tripletta a Marassi contro la Sampdoria e domenica scorsa ha scaraventato in rete il gol dell’1-1 che ha ammutolito l’Olimpico di Roma.

Ricordando, al tempo stesso, che la Coppa Carnevale continua a sfornare i calciatori più interessanti.

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