VIAREGGIO. Abbattere realmente l’accisa sul gasolio agricolo, costituire un sistema unico dei mercati dei fiori della Toscana, dare nuovo impulso al distretto floricolo. Cia Versilia traccia un bilancio a fine 2013, tornano a fare quadrato sulle criticità ormai croniche del settore floricolo. “Abbiamo chiesto che il governo emetta subito il tanto atteso regolamento che consentirebbe di abbattere realmente l’accisa sul gasolio – spiegano i responsabili CIA – senza questo regolamento attuativo non è possibile applicare la legge entrata in vigore lo scorso 1° Agosto”.

Il cosiddetto “decreto del fare” approvato in estate dal governo Letta andrebbe infatti incontro ai floricoltori permettendo di spendere per l’accisa 25 € anziché 88 ogni 1.000 litri di gasolio acquistato. “La chiusura del procedimento di infrazione aperto a suo tempo dall’Unione europea nei confronti dello stato italiano per presunti aiuti di stato nei confronti dei floricoltori – spiegano – ci conforta nel sostenere che ci siano spazi concreti per andare incontro alle esigenze delle aziende. Ma occorre fare presto per evitare gravi ripercussioni economiche, particolarmente in questi mesi freddi in cui i consumi di gasolio per riscaldamento serre si impennano”.

Ferma al palo anche la costituzione di un sistema unico dei mercati floricoli toscani gestiti sulla base di un regolamento comune, così come ipotizzato e condiviso da tutti già a partire dal convegno organizzato a Lucca nel 2008 dalla Regione Toscana: “A distanza di cinque anni niente si è mosso, con il risultato che, nell’incertezza del futuro, le attuali strutture di mercato di Viareggio e Pescia non sono state oggetto neppure di ordinaria manutenzione, costringendo gli operatori a lavorare in condizioni indecorose. Riguardo al distretto floricolo interprovinciale è indispensabile che ogni componente del distretto stesso (comuni, province, camere di commercio, organizzazioni sindacali) collaborino fattivamente per far si che questo organismo diventi il luogo dove si elaborano le proposte e le strategie del settore”. Ed inoltre servono un nuovo piano floricolo nazionale, un piano di sviluppo rurale che per la programmazione che partirà nel 2014 preveda misure specifiche per il florovivaismo, la promozione di una nuova cultura del verde per la salute dei cittadini nei centri urbani. “In analogia con quanto previsto per le agevolazioni alle spese di ristrutturazione edilizia – concludono – abbiamo chiesto al governo di ammettere come elemento di detrazione dell’imposta lorda ai fini irpef il 36 per cento delle spese sostenute e documentate per la creazione o la riqualificazione delle aree verdi private”.

La floricoltura è allo stremo, servono urgentemente risposte che non arrivano da troppo tempo, è ora che le istituzioni a tutti i livelli ci mettano mano.

(Visitato 15 volte, 1 visite oggi)

Cna sulla Tares: “Bisogna lavorare per ridurre il costo dello smaltimento dei rifiuti”

I carrozzieri pronti a manifestare contro l’obbligo di risarcimento in forma specifica