PIETRASANTA. A seguito di un controllo sulla Statale Aurelia nel Comune di Pietrasanta, la pattuglia della Polizia Municipale ha identificato un cittadino rumeno di  30 anni, dimorante nel Comune di Pisa, alla guida di una BMW con targa rilasciata in Bulgaria.

All’atto del controllo il conducente esibiva la patente di guida, la copertura assicurativa, il documento di identità, la carta di circolazione e il certificato attestante l’avvenuta revisione del veicolo.

Proprio quest’ultimo documento ha insospettito gli operatori in quanto alcuni elementi non corrispondevano perfettamente allo specimen del documento rilasciato in Bulgaria.

Nel documento era stato annotato un numero superiore di Km rispetto a quelli effettivamente percorsi, l’ologramma non era stampato a caldo e pertanto era facilmente rimovibile, diversi riferimenti alfa numerici non trovavano rispondenza nei campi previsti.

Sono state immediatamente avviate le indagini grazie anche al collegamento telematico con la motorizzazione bulgara che ha evidenziato che quell’autovettura non era stata revisionata secondo le norme di quel Paese ovvero dopo tre anni dalla prima immatricolazione, dopo i successivi due anni e a seguire ogni anno.

Grazie a quest’ultimo contatto la Polizia Municipale ha acquisito quanto necessario per sottoporre a sequestro penale il certificato di revisione ed il deferimento all’Autorità Giudiziaria del giovane rumeno per uso di atto falso ( 489 e 477 del C.P. )

La mancata revisione è stata quindi sanzionata con sanzioni amministrative per complessivi 687 euro che l’uomo ha pagato beneficiando dello sconto del 30% come previsto dal vigente Codice della Strada, pur permanendo il divieto di circolazione del mezzo fino ad intervenuta revisione del mezzo presso lo stato bulgaro.

La falsificazione di detto documento, come riportato in fatti di cronaca già oggetto di analoghe operazioni portate a termine in altre province, è fatto consueto stante che la revisione del mezzo è annualmente obbligatoria: è preferibile acquistare un attestato falso e farselo inviare a mezzo del servizio postale in Italia piuttosto che percorrere circa tremila km, affrontare spese di centinaia di euro fra pedaggi autostradali, benzina e soggiorno e confidare nelle difficoltà di comprensione del documento da parte degli operatori di Polizia.

 

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