dal nostro inviato

ASCOLI. C’è qualcosa da salvare della trasferta del Viareggio ad Ascoli? “Sì, il defatigante a fine partita”. Cristiano Lucarelli ha lo sconforto nel volto. E nella voce. “Non riesco neppure ad arrabbiarmi. Questa squadra oltre ad avere dei limiti tecnici, è pure presuntuosa. Io ci ho provato in tutti i modi a gettare acqua sul fuoco dopo la vittoria col Lecce: io non riesco a correggere i difetti caratteriali di questo gruppo. Comunque, domattina alle 8 ci alleneremo”.

Il pugno di ferro di Lucarelli riguarda il presente, ma anche il futuro: “L’unica cosa che possiamo fare è lavorare duramente. Di sicuro i giocatori faticheranno sino al 25 giugno: la Lega lo consente e così faremo. È mancato il coraggio oggi, da parte di tutti. Eppure io da giocatore non ero così: davo sempre l’anima”.

Due gol regalati (“Lamorte è stato tolto per scelta tecnica”), atteggiamento passivo e mai propositivo. L’effetto-Lecce si è dissolto rapidamente. Se da una parte Lucarelli non cerca scuse, “sarebbe patetico attaccarsi a chissà quale alibi”, dall’altra ci tiene a sottolineare un aspetto: “Questa squadra non l’ho costruita io: ho lavorato con ciò che mi sono ritrovato per le mani. Se l’anno prossimo sarò ancora l’allenatore del Viareggio, dei giocatori attualmente in rosa saranno in pochi a rimanere”.

Un futuro ancora denso di nubi. Che Lucarelli prova a delineare così: “La mia missione è quella di portare a termine la stagione per un impegno morale col presidente Dinelli. Poi ci siederemo attorno ad un tavolo per capire se sarà possibile allestire una squadra che il prossimo anno possa lottare per la salvezza”.

Gabriele Noli

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ultimo aggiornamento: 16-03-2014


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