Nuovo appuntamento con FeliceMente, la rubrica di VersiliaToday dedicata alla mente e alla sua conoscenza, curata dalla dottoressa Valentina Aletti. Questa settimana l’articolo è firmato da Federica Piccinelli, psicologa, specializzanda in psicoterapia familiare e relazionale.

Il coraggio delle idee

Questa settimana ho deciso di affrontare un tema che con la psicologia “tradizionale”, apparentemente, ha poco a che vedere, se per questa si intendono i temi classici che nell’ideale collettivo abbiamo.

Vorrei affrontare questo argomento perché credo che non posso più permettermi di rimandarlo, non posso più continuare a mostrare indifferenza, non posso più ignorare il problema. Anche se ammetto che tanti sono i dubbi sulla sua possibile risoluzione positiva e poca la fiducia in un profondo cambiamento.

Ma non voglio arrendermi, non voglio pensare che anche solo il mio piccolo contributo non possa essere importante.. del resto non posso delegare agli altri quello che vorrei vedere accadere; devo cominciare “io” in prima persona a pretendere e a cercare quello che voglio, il resto poi viene da sé. Infatti “l’unica rivoluzione possibile è quella che decidiamo di far avvenire dentro di noi”.

Il mondo ormai è inquinato, è saturo dei nostri rifiuti, è stufo delle nostre costruzioni, è sazio del nostro cemento, è imbottito di sostanze tossiche: è drogato, ma per questo non è definibile come un tossicodipendente! No, basta!! Il mare per esempio ne farebbe volentieri a meno delle tonnellate di rifiuti che ad ogni mareggiata rigetta faticosamente sulla spiaggia, i pesci preferirebbero mangiare alghe e nuotare in acque limpide al posto di ingurgitare pezzi di plastica confusi per piccole prede o sfuggire a macchie di petrolio.

La cosa che però mi spaventa di più del crescente avvelenamento cui stiamo sottoponendo il nostro pianeta è l’atteggiamento di indifferenza della maggior parte degli esseri umani. Non sono qui a generalizzare, perché sarei ingiusta.. per fortuna c’è una buona fetta di persone che hanno a cuore la situazione e per cercare di riparare ne fanno uno stile di vita (forse poi estremizzando). Infatti, per fortuna, la terra ha le risorse utili per rigenerarsi se le diamo la possibilità. Ma perché la stragrande maggioranza non si pone nemmeno il problema? E’ così faticoso mettere in casa un sacco in più e cominciare a differenziare la carta dal vetro o l’organico dalla plastica? E’ così impossibile utilizzare una bici al posto del motorino o della macchina per fare pochi chilometri? E’ così impensabile comprare carta igienica fatta con carta riciclata piuttosto che quella soffice doppio strato? E ancora, è così oneroso riutilizzare flaconi o buste di plastica qualche volta in più prima di gettarli nell’immondizia?

Credo che questo nostro comportamento abbia a che fare con il desiderio di uniformarci alla massa e che non consista solo nella mancanza di voglia di fare quel piccolo gesto quotidiano. E’ difficile emergere e comportarsi diversamente da come fa la maggior parte delle persone, è difficile “pensarla diversamente” perché dovresti argomentare quello che pensi, dovresti esporti di fronte agli altri e potresti rischiare di raccogliere delle critiche. Perché tanta fatica? Non è meglio amalgamarsi alla massa evitando di passare come il critico di turno o di mettersi troppo in discussione?

Non è mia intenzione qui trattare i temi del conformismo o anticonformismo, entrambi per definizione si conformano o si ribellano a qualcosa. Il mio altro non è che un invito alla riflessione e alla ricerca di ciò che sentiamo di volere e desiderare, da noi stessi.

In qualche modo noi siamo i pesci che abbiamo inquinato, siamo la terra piena di metalli pesanti e di sostanze tossiche, perché è solo un’illusione credere che tutto ciò resti fuori di noi, al contrario ogni cosa che inquina il pianeta inquina noi stessi, allora se non lo vogliamo fare per i pesci, facciamolo almeno per noi stessi, per i nostri figli, per i nostri nipoti….

Mi chiedo: voi in quale parte vi riconoscete? Ci vuole coraggio per uscire dagli schemi e dire ciò che profondamente pensiamo, ci vuole coraggio per essere liberi, ci vuole coraggio per cambiare.

Federica Piccinelli

FeliceMente è curata da Valentina Aletti, psicologa clinica, laureata presso l’Università degli Studi di Firenze. Specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale ha conseguito master di perfezionamento in PNL , diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare e obesità , consulenza tecnica e peritale e disturbi dell’apprendimento e comportamento in età evolutiva. Per informazioni o richieste scrivere a:  alettiv[email protected]

Avvertenza: questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale. Le mail saranno protette dal più stretto riserbo e quelle pubblicate, previo esplicito consenso del lettore, saranno modificate in modo da tutelarne la privacy.

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