VIAREGGIO. “Dopo un primo periodo di assestamento e di ristrutturazione degli spazi, le famiglie occupanti, insieme all’Unione Inquilini e alla Brigata Sociale Anti Sfratto, sono liete di invitare tutti all’inaugurazione del Matteotti Occupato, simbolo della riappropriazione dei diritti umani, dell’autorganizzazione popolare e di una lotta creata dal basso contro la speculazione palazzinara di una amministrazione incapace di fare politica su ogni fronte”. Lo scrivono in una nota Unione Inquilini e Brigata Sociale Antisfratto.

“L’occupazione dell’immobile pubblico in Via Matteotti 167, lasciato al degrado e all’abbandono, è servita a far rivivere quegli spazi e a costruire quei primi interventi di ristrutturazione di cui l’edificio aveva bisogno e per il quale, il suo proprietario – il Comune di Viareggio, ndr -, non ha fatto nulla, nonostante la gravissima emergenza sociale che sta colpendo la città di Viareggio.

“Per l’occasione, oltre a musica, cibo e giochi per i bambini verrà presentata una mostra fotografica sulla storia della lotta per la casa dell’Unione Inquilini e della Brigata Sociale Anti Sfratto per raccontare il rovescio della medaglia delle dicerie sempre pronte a screditare chi politica la fa concretamente per la propria cittadinanza.

“Durante l’inaugurazione verranno anche presentate delle proposte al quartiere per la riqualificazione di alcuni luoghi pubblici nel circondario, lasciati in abbandono e al degrado dai nostri amministratori. La giornata sarà anche un’occasione per portare un saluto e un dono alla piccola nuova arrivata, richiesta che molti cittadini hanno espresso volontariamente con molta bontà d’animo e che noi tutti e la famiglia stessa della piccola neonata, accolgono con estrema gratitudine.

“L’inaugurazione è aperta a tutta la cittadinanza e soprattutto al quartiere, per rendere trasparente una realtà troppo mistificata, per dar modo a tutti di vedere con i propri occhi quale sia la bellezza di questo immobile pubblico abbandonato e quali fossero le sue potenzialità di utilizzo, da noi individuate e utilizzate per il bene collettivo e dal Comune ignorate e snobbate per il bene delle politiche neoliberiste.

“Ormai sembra inutile ripeterlo, ma con l’autorganizzazione e la riappropriazione dal basso, ci costruiamo il nostro futuro, e non solo”.

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