Momento di riflessione sulla partecipazione. Forte dei Marmi deve ripensare il regolamento comunale in materia

FORTE DEI MARMI. La partecipazione non può essere burocratizzata e dopo un’esperienza di 7 anni per il Comune di Forte dei Marmi è giunto il momento di una riflessione. E’ questo, in sintesi, l’esito dell’incontro “Cosa vuol dire partecipare?” tenutosi mercoledì 4 giugno a Villa Bertelli a cui ha partecipato il responsabile del settore Politiche per la partecipazione della Regione Toscana Antonio Floridia.

“L’incontro – ha dichiarato al termine l’assessore alla partecipazione civica Alessio Felici – ha avuto rilevante importanza di carattere formativo per tutti i presenti, a partire da noi amministratori. Come ha ricordato anche Floridia nel suo intervento, Forte dei Marmi è stato uno dei primi Comuni a credere per davvero in questo progetto, investendoci uomini e risorse, ancora prima della prima legge regionale sulla partecipazione, la 69 del 2007. Oggi che è uscita la nuova legge regionale in materia, la numero 46 del 2013, anche Forte dei Marmi ha bisogno di ripensare il proprio regolamento comunale.

Personalmente – ha proseguito Felici- ho molto apprezzato le parole di Floridia, che senza dubbio è una delle professionalità più preparate in materia a livello nazionale. Il suo intervento ha toccato molteplici aspetti. Innanzitutto, ha chiarito come la partecipazione sia il luogo della discussione e non si può pretendere che questo diventi quello della decisione, dal momento che l’amministrazione comunale ha molti canali di ascolto, non solo quello degli incontri organizzati dal Forum Permanente e ha il dovere di ascoltare tutti i cittadini. Inoltre, i processi partecipativi devono essere avviati su questioni di grande respiro, come ad esempio la pianificazione territoriale e prima che siano state assunte delle decisioni.

Non è pensabile continuare a dibattere su questioni di ordinaria amministrazione per le quali la giunta ha già fatto la sua scelta. In un momento dove la credibilità della politica è a livelli molto bassi, basti pensare all’astensionismo raggiunto alla ultime elezioni europee, la partecipazione è uno strumento molto importante per ridare fiducia ai cittadini nelle istituzioni, ma si deve sviluppare una vera e propria “cultura della partecipazione” che favorisca il dialogo fra cittadini e amministrazione stemperando gli eventuali contrasti, riconoscendo il ruolo decisionale di chi ricopre incarichi pubblici, anche quando le decisioni dell’amministrazione non sono gradite”.

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