VIAREGGIO. Nell’Auditorium dell’Ospedale Versilia si è tenuta la 12a edizione della Giornata della Sanità Versiliese dedicata alla sperimentazione clinica, alla quale hanno partecipato il dottor Brunero Baldacchini (direttore generale dell’Azienda Usl 12), la dottoressa Grazia Luchini (direttore sanitario), Domenico Lombardi (sindaco di Pietrasanta), Umberto Buratti (sindaco di Forte dei Marmi), la dottoressa Laura Canavacci della Commissione di Bioetica della Regione Toscana, i medici, i farmacisti, gli infermieri ed il personale amministrativo dell’Azienda Usl 12.

L’obiettivo era quello di far conoscere il valore delle sperimentazioni quale insostituibile canale di conoscenza e di formazione sia per l’organizzazione che per il professionista, i metodi con cui si sviluppa, nonché le misure di tutela per chi decide di prendervi parte al fine di informare i pazienti sull’importanza della ricerca clinica e sul suo significato per l’assistenza sanitaria.

Infatti, le conoscenze da parte del pubblico riguardo alle sperimentazioni cliniche sono ancora molto scarse, ed è essenziale aumentare il livello generale di conoscenza e di consapevolezza sulla ricerca e sugli studi clinici, attraverso la collaborazione di tutti.

Durante l’incontro è emerso come l’assidua attività sperimentale presente all’interno dell’Usl 12, sia in continuo aumento, portando all’attivazione nell’anno 2013 di oltre 40 studi clinici. I vantaggi della sperimentazione clinica sono molteplici e coinvolgono tutti: i pazienti, i professionisti del settore e l’intera comunità.
Per i pazienti significa accedere alla possibilità di ricevere il trattamento più moderno e appropriato, ed avere le stesse opportunità terapeutiche di qualsiasi altro paziente del Mondo. Per i medici e i professionisti è un’opportunità di aggiornamento e partecipazione alla Comunità Scientifica Internazionale, contribuendo all’innovazione e al perfezionamento dei trattamenti terapeutici. C’è infine un vantaggio di tipo economico per la comunità, infatti con la ricerca scientifica si assiste ad un cospicuo risparmio della spesa farmaceutica poichè i farmaci vengono forniti dalle case farmaceutiche che sponsorizzano lo studio.

La partecipazione alla sperimentazione clinica ha portato, dal 2008 al 2014, alla pubblicazione di oltre 400 articoli scientifici aventi come autori i professionisti dell’Usl 12 sulle più prestigiose riviste internazionali, con il contributo delle unità operative di Neurologia, Cardiologia, Radiologia, Oncologia, Nefrologia, Gastroenterologia, Pediatria, Psichiatria, Ostretricia e Ginecologia.

La cardiologia, rappresentata dal dottor Giancarlo Casolo, ha mostrato come sia possibile coniugare ricerca e assistenza, attraverso l’impiego di studi clinici sperimentali ma anche osservazionali. La partecipazione a studi clinici internazionali consente l’accesso a farmaci innovativi e sopratutto orienta l’assistenza al confronto e quindi alle migliori cure e scelte organizzative del mondo sanitario.

Fin dalla istituzione dell’unità operativa di oncologia la ricerca clinica è stato uno dei cardini dell’attività quotidiana. Negli anni sono stati sperimentati con successo nuove molecole ed è stata quindi offerta la possibilità a centinaia di pazienti affetti da diverse neoplasie – polmone, mammella, colon, stomaco – di provare in anteprima farmaci che sono poi arrivati nella pratica clinica in alcuni casi rivoluzionandola. Infine, le sperimentazioni hanno rappresentato uno dei motivi di attrazione per pazienti di altre Asl o regioni.

La ricerca clinica in ambito nefrologico si è interessata:
– del rischio cardiovascolare nei pazienti in emodialisi, con particolare attenzione alle nuove tecniche di emodialisi;
– di testare l’efficacia e la sicurezza di nuovi farmaci per la cura delle nefropatie;
– dell’impatto socio-economico della malattia renale cronica;

Inoltre in collaborazione con l’Università di Torino e Bari prosegue il filone di ricerca nell’ambito della Biologia Molecolare sulle possibili applicazioni delle cellule staminali nelle malattie nefrologiche.
In Ostetricia e Ginecologia, alcuni lavori sono stati portati a termine ad altri sono in fase avanzata di attuazione con il parere favorevole del Comitato Etico di Area Vasta. La sperimentazione potrebbe dimostrare fra l’altro, l’utilità dell’uso di alcuni principi nutrizionali nella pratica della fecondazione assistita in gruppi di pazienti che non rispondono bene alle terapie standard (poor responders).

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ultimo aggiornamento: 24-06-2014


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