VIAREGGIO. “In relazione al comunicato stampa della Lega Nazionale Hockey del 5 luglio scorso e agli articoli apparsi su alcuni quotidiani, relativi ai rapporti tra la stessa Lega e la Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio, si rivela necessario precisare quanto segue. Alcune società di hockey pista e in line Breganze, Trissino, Sandrigo, Roller Bassano, Montecchio Precalcino, Thiene, Matera, ASD Viareggio, Sarzana, Pieve 2010, Polisportiva Nuova Molinese, hanno richiesto, ripetutamente, da almeno 6 mesi, di poter vedere i “conti” della Lega Hockey. L’iniziativa ha avuto il plauso di altre società di hockey pista e di hockey in line, che stanno pensando di seguire l’esempio dei promotori di questa iniziativa che si sono mossi pacificamente, credendo di esercitare un proprio diritto”. L’Spv Viareggio attraverso un comunicato stampa alza la voce e rivendica il diritto di verificare i conti della Lega Hockey, chiedendo trasparenza e chiarezza.

“Il diritto, cioè, di controllare i conti e di prendere cognizione della situazione patrimoniale del loro sindacato (la Lega Hockey appunto) che facendo approvare, per Statuto, i bilanci dal Consiglio di amministrazione di fatto esclude le società da ogni forma di controllo preventivo.

Le società però versano alla Lega Hockey ingenti somme, sotto forma di quote associative, tasse stranieri ecc.: pare del tutto normale sapere che fine fanno i soldi che le medesime, sempre con maggior fatica, riescono a reperire per svolgere l’attività sportiva che tanto amano.

Questa richiesta, del tutto legittima, si è peraltro rivelata via via più impellente, per verificare quello che anche la stessa Lega Hockey ha ammesso: non tutte le società hanno pagato quanto dovuto. Il che, se fosse confermato, sarebbe quanto meno scorretto: anzi si tratterebbe di “concorrenza “sleale”.

Stanche, insomma, di ricevere immotivati rifiuti le società promotrici di questa iniziativa hanno deciso di rivolgersi ad uno studio legale che ha diffidato la Lega Hockey a provvedere alla consegna dei documenti contabili richiesti, minacciando in difetto il ricorso all’autorità giudiziaria.

Del tutto spropositata quindi la reazione dei vertici di Lega Hockey (segretario, presidente e Cda) che hanno deciso unilateralmente di revocare la convenzione con la Fihp per l’organizzazione dei campionati e, addirittura, di annullare decisioni prese dall’assemblea delle società lo scorso 8 giugno. Decisione che, in questo caso, parrebbe addirittura non conforme allo Statuto della stessa Lega poiché le decisioni assembleari dovrebbero essere annullate dallo stesso organo assembleare e non da altri.

Del tutto immotivata, poi, la versione del presidente Leo Siegel che lamenta infondate “rivalse elettorali” da parte di queste società, che magari non lo avranno votato, ma che non si sono mai tirate indietro dai propri doveri e hanno accettato pacificamente l’esito elettorale. Semplicemente vogliono sapere se la Lega Hockey funziona correttamente dal punto di vista contabile oltreché amministrativo e, diversamente dal passato, non sono più disponibili a “delegare in bianco” l’amministrazione del loro amato sport.

Del tutto inammissibile, ancora, la decisione dei vertici di Lega Hockey di affidare la tutela della loro immagine ad uno studio legale: sia perché nessuno ha mai posto in essere comportamenti tali da “scomodare” un avvocato, oltretutto spendendo per questo scopo soldi versati dalle stesse società, sia perché le persone che stanno reclamando un loro diritto, anche se collaborano a vario titolo con la federazione, sono state, loro sì, oggetto di attacchi immotivati dai vertici di Lega Hockey e non solo, ma non hanno certo reagito in modo spropositato…

Il comunicato del 05 luglio 2014 della Lega Nazionale Hockey si rivolge poi in modo pesante alla società GS H. Trissino che viene di fatto estromessa dallo stesso ente per non aver pagato la tassa stranieri relativa all’atleta Pallares. Atleta per il quale sono state da tempo avviate le procedure per il conferimento della cittadinanza italiana (con conseguente venir meno di tale obbligo).

Stupiscono i toni con cui la stessa società viene minacciata di sanzioni e azioni legali di recupero crediti da un ente (la Lega Hockey) che, in tempi più o meno recenti, risulta essersi trovata spesso di fronte a situazioni simili senza minacciare alcunché, precisando anzi di non avere poteri coercitivi… Forse i vertici della Lega Hockey si sono mossi così perché anche la società GS H. Trissino è una delle promotrici dell’iniziativa di cui trattasi? In ogni caso il Trissino ha il pieno appoggio delle altre società che si sono così attivate chiedendo una sola cosa: chiarezza.

Queste società cioè non accettano la strumentalizzazione che la Lega sta cercando di fare credere al movimento hockeystico Italiano. Stanno, insomma, esercitando un diritto: vedere come vengono spesi i loro soldi attraverso i bilanci. E non hanno nulla da temere visto che hanno solo a cuore il progresso delle discipline sportive che Lega Nazionale Hockey dovrebbe amministrare.

Con maggior chiarezza, collaborazione e trasparenza se ci riesce”.

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ultimo aggiornamento: 10-07-2014


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