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Droga: si salvi chi può! Felicemente

VERSILIA. Nuovo appuntamento con FeliceMente, la rubrica di VersiliaToday dedicata alla mente e alla sua conoscenza, curata dalla dottoressa Valentina Aletti.

Droga: si salvi chi può!

La droga costituisce uno dei problemi più gravi e drammatici della realtà contemporanea, ad essa viene attribuita la figura del “killer”, facendo subdolamente passare l’individuo come una vittima piuttosto che l’artefice della sua assunzione, ma a differenza di qualsiasi altro killer, la droga non uccide quasi mai senza il consenso della sua vittima. In una società, in cui predominano tendenze e comportamenti consumistici di massa, è inevitabile che anche l’uso di queste sostanze divenga un’abitudine collettiva, soprattutto per un effetto di emulazione e di omologazione culturale che comunemente viene definito “moda”.

Il tempo libero viene trasformato in un’arena… sono circa 85.000, infatti, i ragazzi fra i 15 e 25 anni che nel fine settimana vivono il tempo del loro divertimento cercando di ottenere il meglio dal mix sesso, alcol e droga, tendenze ormai estese e diffuse su scala planetaria. In genere la serata comincia in un bar o in un tradizionale luogo di ritrovo per il gruppo dove si fa tardi bevendo qualche birra, ma è solo verso mezzanotte che si parte su tangenziali e autostrade verso qualche rave o discoteca di tendenza, a volte facendo tappa in autogrill per comprare alcolici. Solitamente questi ultimi vengono acquistati soprattutto per unirli alle droghe; gli alcolici quindi sono dei veri e propri ingredienti e ciò che più spaventa, ed è invece spesso sminuito dai consumatori stessi, è l’effetto derivante dall’utilizzo di questi “cocktail”. È ampiamente diffusa, infatti, la convinzione che se miscelate all’alcol, queste sostanze possono semplicemente prolungare il proprio effetto ma in realtà se unita all’alcol qualsiasi droga può addirittura raddoppiarlo. Il rischio che si corre, quindi, non è da sottovalutare in quanto nel peggiore dei casi può arrivare alla morte!    Le motivazioni che spingono i consumatori a divenire tali possono essere di diversa natura ma spesso ruotano intorno alla voglia di arginare quei limiti e quelle sensazioni di sofferenza che minacciano l’equilibrio interno dell’individuo. A volte, chi si droga lo fa per ritrovare lo stato nel quale è sempre vissuto prima di cominciare a farlo, ma in realtà non è possibile tornare a quello stato di beatitudine neanche durante l’assunzione della dose: la droga, quindi, non può certo agevolare l’individuo a rilassarsi ma, al contrario, lo farà sentire sempre più vuoto, insicuro e teso. Distruggendolo fisicamente e mentalmente la sensazione di dipendenza diventa sempre più grande, trasformandosi così un’infinita spirale verso il basso.     In passato i soggetti consumatori di droghe erano i pochi appartenenti all’alta società o gli incurabili malati, oggi invece la droga non è più una devianza di pochi, bensì un’abitudine di molti, in particolare tra le fasce di età più giovani. Il mercato degli stupefacenti offre al consumatore un prodotto il cui costo è molto basso rispetto al passato, la cocaina, ad esempio, mentre negli anni ‘70 poteva essere considerata una droga elitaria per i suoi alti costi che andavano dai 47 a 187 euro, oggi può essere accessibile a tutti ad un prezzo di circa 20 euro a grammo. I bassi prezzi, quindi, fungono anche da incentivo, senza considerare il fatto che basta scendere in strada, davanti alle scuole, nei luoghi di intrattenimento e ogni persona può incontrare un possibile spacciatore e nel caso non si volesse uscire di casa, anche il mondo di internet sembra offrire il suo contributo.

La società sembra preoccuparsi troppo poco di adeguare i suoi interventi all’evolversi del fenomeno a livello sociale, a mio avviso sottovalutando il problema. Non è utile perdere tempo per decidere se sia più adeguata una punizione piuttosto che un’altra per i consumatori e gli spacciatori perché la punizione senza la prevenzione non può costituire nient’altro che un alibi per nascondere la propria incompetenza ed autoconvincersi di aver fatto il proprio dovere per combattere il problema!
FeliceMente è curata da Valentina Aletti, psicologa clinica, laureata presso l’Università degli Studi di Firenze. Specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale ha conseguito master di perfezionamento in PNL , diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare e obesità , consulenza tecnica e peritale e disturbi dell’apprendimento e comportamento in età evolutiva. Per informazioni o richieste scrivere a: [email protected]

Avvertenza: questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale. Le mail saranno protette dal più stretto riserbo e quelle pubblicate, previo esplicito consenso del lettore, saranno modificate in modo da tutelarne la privacy.

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Aggiornato il: 13-07-2014 18:00