VIAREGGIO. In quali province d’Italia la crisi si è fatta sentire con maggior forza? Se lo è domandato Il Sole 24 Ore che nei giorni scorsi ha pubblicato un articolo prendendo in esame vari parametri – il tasso di disoccupazione, ad esempio, ma anche il Pil, la quantità di rifiuti urbani prodotti e il numero di automobili nuove immatricolate – e confrontando i dati del 2007, quindi prima dell’avvento della crisi, con quelli dell’ultimo anno.

La Provincia di Lucca si attesta quasi sempre nelle zone medie della classifica, con alcuni primati negativi (una diminuzione degli studenti laureati e un sensibile aumento del tasso di disoccupazione) ma anche risultati positivi (un calo della produzione di rifiuti e una lieve crescita del Pil pro capite).

Banche. In Provincia di Lucca si risparmia di più e, allo stesso tempo, si accede sempre meno ai prestiti: in sei anni è infatti cresciuta del 59,7% la quantità di euro per abitante depositata in banca (11.871 nel 2007, 18.960,30 lo scorso anno), mentre l’importo medio dei prestiti passa dai 14.005 euro del 2008 ai 12.348 di un anno fa, con una variazione negativa dell’11,8%. Cali più drastici si registrano in altre zone toscane – Massa-Carrara, Siena, Prato, Arezzo, Firenze e Pistoia – e nella vicina La Spezia che con -29,4% è la provincia dove gli importi medi dei prestiti sono crollati maggiormente.

monete, soldi, tesoroAumenta il Pil, la disoccupazione pure. Mentre a livello nazionale il Pil pro capite è passato dai 23.819 euro a 23.379 in sei anni, la Provincia di Lucca è tra le poche che registra un segno positivo: nel 2007 il dato si assestava sui 25.970 euro, lo scorso anno è salito a 26.442. Nel resto della Toscana sono andate meglio solo Siena e Livorno. Peccato che nello stesso periodo sia aumentata addirittura del 159,1% la disoccupazione: nel 2007 era appena del 3,71%, un anno fa è schizzata al 9,62% – l’Italia complessivamente è passata dal 6,10% al 12,20%. Diminuisce, poi, la percentuale di laureati ogni mille giovane di età compresa tra 25 e 30 anni: Lucca passa dal 58,6% del 2007 al 55,94% del 2012, con un -4,5% che la proietta tra le otto peggiori province d’Italia.

Una Provincia “ecologica”. Sul fronte dei consumi, Aosta è a far registrare un aumento della spesa di una famiglia per beni durevoli quali mobili ed elettrodomestici: a Lucca, invece, si passa dai 1.203 euro del 2008 ai 991 del 2013, con una variazione negativa del 17,6%. Il risvolto positivo, almeno, è che nella nostra provincia si acquistano meno automobili (nel 2007 ne erano state immatricolate 19.701, sei anni dopo appena 10.852: anche in questo caso il record è di Aosta con -84,5%) e che diminuisce il dato di rifiuti urbani pro capite (da 785,7 kilogrammi nel 2007 si scivola a 722,7 nel 2012). Quasi impercettibile, infine, il cambiamento sulla spesa pro capite per i medicinali: se nel 2009 si spendeva 493,7 euro, un anno fa si è arrivati a 496,9 euro.

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