VIAREGGIO. Si avvicina la scadenza del 31 agosto, giorno in cui termineranno gli otto mesi stabiliti dalla riforma Fornero in materia di cassa integrazione e mobilità in deroga. “Mentre i lavoratori devono ancora riscuotere gli ultimi mesi del 2013, anche a Viareggio si aprono scenari drammatici per i 320 dipendenti di Polo Nautico e di alcune aziende consorziate”, scrive in una nota la Fiom Cgil.

“Ribadiamo che la strada da percorrere è quella dei contratti di solidarietà basati su un nuovo piano industriale condiviso dai soci e supportato dalle amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli. Condizione indispensabile affinché gli ammortizzatori sociali – e quindi anche le agevolazioni per le aziende – vengano nuovamente concessi, in un periodo invece di tagli e di imprese che chiudono o falliscono a centinaia”.

Questo è stato il messaggio che ieri mercoledì 23 luglio il segretario provinciale della Fiom Cgil di Lucca Lamberto Pocai, insieme a Nicola Riva della Fiom Versilia e ai delegati della Rsu di Polo Nautico e Fipa, ha portato all’assessore al porto Giovanni Giannerini che li aveva espressamente invitati, alla vigilia di una nuova riunione del Comitato portuale. All’incontro ha partecipato anche Riccardo Cima, amministratore dell’azienda consortile, che ha illustrato il progetto della rete d’imprese per il refitting di yacht fino a 70 metri.

“Si evidenzia quindi il fatto che se da una parte le spinte verso il frazionamento della concessione continuano, dall’altra un piano del genere ha bisogno di aree comuni e, non ultimi, di lavoratori”, prosegue la nota. “I dipendenti hanno le competenze e il sindacato è sempre disponibile a ragionare su progetti nuovi, purché concreti – ha detto Pocai a Giannerini – tanto più se finanziabili con i fondi destinati alle reti d’impresa e al rilancio della nautica.

Lamberto Pocai cgil“Tutta l’area è comunque soggetta alla delibera della giunta Marcucci che lega la possibilità del frazionamento al numero dei dipendenti diretti e alla sicurezza, per qualsiasi azienda che voglia subentrare”, afferma Pocai. Questo vale anche nel caso che, con il progetto refit, aumenti il ricorso alle ditte esterne. Perciò il sindacato ritiene che debba essere posta una clausola sull’uniformità contrattuale fra tutti i dipendenti dell’area.

Il giro di boa è dunque l’assemblea dei soci di Polo Nautico del 28 luglio prossimo ma fra i lavoratori c’è allarme rispetto alla prospettiva di restare fuori da tutto a partire dal primo di settembre. “Tante imprese non pagano neppure le proprie quote del debito del consorzio, le banche premono per rientrare dei finanziamenti e il lavoro non c’è – hanno detto i delegati di Polo Nautico e Fipa – ma ora si vuol far pagare tutto il conto ai lavoratori, con il rischio di abbandonare un bene pubblico alla speculazione. Noi non lo permetteremo”.

I lavoratori non intendono far passare sulle proprie teste le decisioni o assistere a perdite di tempo che poi li condurrebbero direttamente alla mobilità. E il sospetto è che a quel punto, il licenziamento dei dipendenti faccia da rampa di lancio per il frazionamento dell’ultima area utile per le grandi barche.

Intanto la Fiom provinciale di Lucca ha recepito la proposta dell’assessore Giannerini di un incontro allargato alla commissione Emergenza Lavoro della Regione Toscana presieduta da Paolo Marini. Già nell’aprile scorso la Fiom si era recata a Firenze per presentare alla commissione i dati sulla crisi della darsena viareggina.

Il segretario Pocai ha anche ricordato “l’esistenza dei finanziamenti Piuss per il polo tecnologico della nautica, inizialmente previsto al mercato ittico, progetto ritirato nel 2010 dalla giunta Lunardini, ma ritenuto importante anche dall’amministrazione della Provincia di Lucca”.

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