VIAREGGIO. “L’amministrazione Betti ha un compito immane di fronte a sé – quello non solo già affrontato di evidenziare il debito accumulato con la pessima gestione degli ultimi anni, ma anche di procedere con i prepensionamenti, ripensare aduna gestione delle società partecipate e della macchina comunale che sia in linea con i rilievi del Ministero e quindi, con le disposizioni normative”. Lo afferma Matteo Martini, capogruppo consiliare del Pd.

“Su questa linea di risanamento, trasparenza e rispetto della legge solo degli irresponsabili e correi potrebbero non appoggiare un sindaco che sta dando prova di voler risanare le disastrate casse comunali. Da oggi, infatti, non è un consigliere del centrosinistra, o un esponente del Pd, o un avvocato di provincia, ma è l’ispettore ministeriale a dire che fino al 2011 il bilancio si sia sostanzialmente retto su previsioni di entrata ‘connotate da un alto grado di aleatorietà’, che la gestione dei residui di bilancio – quella che in gran parte ha portato alla ‘scoperta’ del disavanzo di oltre 53 milioni – sia stata più che allegra perché fondata su ‘vecchi titoli giuridici’, ‘senza che l’amministrazione abbia provveduto a valutarne né la concreta attuale validità né tantomeno l’effettiva riscuotibilità delle poste’, che l’amministrazione ‘non è stata in grado di chiudere i disavanzi pregressi e di finanziare la parte corrente in modo sostanzialmente conforme alla legge’, che si sia indebitato il Comune con mutui per effettuare manutenzioni ordinarie violando non un articolo di un regolamento comunale, ma l’articolo 119 della Costituzione.

“Discorso a parte, poi, l’approvazione del bilancio consuntivo 2011 con la sciagurata decisione di coprire il disavanzo per 4 milioni di euro con la riduzione di capitale sociale della Viareggio Patrimonio. Una scelta dissennata, alla quale la relazione dedica ben quattro pagine: l’operazione viene definita ‘un movimento contabile per chiudere sempre e soltanto a livello di movimenti contabili il disavanzo’, ‘assolutamente non in linea con quanto previsto dal Tuel e dai principi contabili’, ‘inammissibile’, tanto da far prefigurare, nell’ultimo capoverso della pagina 47 della relazione, un eventuale possibile dolo da parte degli amministratori, con conseguenze a oggi inimmaginabili ma che abbiamo già visto altrove, in altri Comuni d’Italia.

matteo martini“Insomma, la relazione del Mef è un vero atto di accusa nei confronti di chi ha amministrato il Comune di Viareggio nel periodo preso in esame e in particolare nei confronti dell’ex sindaco Luca Lunardini e di chi, come Antonio Cima ed Alessandro Santini, lo sosteneva ricoprendo importanti cariche nella sua amministrazione. È anche un vero atto riparatorio nei confronti di chi, come il sindaco o l’assessore al bilancio, in questi mesi di fuoco di fila quotidiano ha subito gli strali di quei consiglieri comunali perché non venivano effettuati alcuni pagamenti – come quello del Carnevale, ad esempio, o dei servizi resi a terzi – o perché, per arrivare al bilancio consuntivo, ci è voluto qualche settimana in più del dovuto, come era chiaro di fronte ad una situazione così disastrosa.

“Con l’arrivo della relazione del Mef credo che tutta la polemica dell’opposizione di questi mesi su Carnevale, erba sintetica, cestini e altre amenità perda ogni significato. Come avevamo già più volte preannunciato, chi dai banchi di Forza Italia tuonava fino a ieri contro una gestione allegra della cosa pubblica, dovrebbe d’ora in poi trovare il modo di riflettere sui danni profondi, gravi e pesanti che ha arrecato alla città e a tutti i viareggini, lasciando loro un debito che varia dai 900 a i 1.500 euro cadauno, a secondo che si tenga conto o meno dei debiti delle società partecipate: chiunque nasca d’ora in poi a Viareggio, sia chiaro, avrà sulla sua testa questo debito. Le responsabilità oggi emergono in maniera chiara e presto, come accaduto altrove, diventeranno anche procedimenti giudiziari”.

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ultimo aggiornamento: 31-07-2014


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