VIAREGGIO. RIDI versilia torna per il GRAN FINALE mercoledì 13 AGOSTO, come sempre a FORTE DEI MARMI nella pineta PIZZO DEL GIANNINO, alle ore 21:15 ad INGRESSO GRATUITO. Per l’occasione abbiamo intervistato uno dei protagonisti della serata: Piero Torricelli.

Da quanto fai cabaret?

Da quando sono nato, anche l’ostetrica rideva a vedermi nudo… no, dieci anni.

Cosa ti fa ridere e ti diverte?

L’ostetrica nuda, oh, il tempo è passato anche per lei. Più che le battute le situazioni, perché c’è sempre un lato comico!

Come nascono i tuoi pezzi?

Le idee non hanno mestiere quindi a volte anche da una frase di un amico.

C’è un pezzo che ami particolarmente fare sul palco?

Giovannino il toy-boy, mi fa ridere pensare che ancora oggi per esempio in Versilia d’estate, ci sia ancora gente che parla con la erre moscia per finta e si mette un maglioncino sulle spalle.

Hai dei modelli a cui ti ispiri?

I personaggi del paese, sono macchiette già costruite, hanno bisogno solo di essere raccontate.

Un momento emozionante della tua carriera?

L’ufficio di Garinei e Giovannino al Sistina, quando ho visto un ritratto di Gino Bramieri accanto a dove ero salito, ho pensato di aver fatto bene a scegliere di fare questo e non l’ortopedico.

Un momento difficile?

Tutte le sere quando ritorni a casa e trovi moglie e suocera con i bigodini in testa

Come vedi la situazione della comicità toscana oggi?

C’è ancora un potenziale incredibile che però non decolla, intendo a livello nazionale, perché il pubblico è stato diseducato a non capire le differenze ma a giudicare solo da quello che vede nei primi trenta secondi, nella tv specialmente c’è “troppa roba facile” e non tutti sono disposti ad accettare quel tipo di situazione.

Fai parte del gruppo dei comici del Teatro Cral Eni, dove per due anni avete riempito la sala a suon di “tutto esaurito” con il vostro lab comico, parlaci di questa esperienza.

Io vivo nella periferia di Firenze, dove la cosa più interessante che succede è quando tolgono l’acqua per qualche ora, quindi creare qualcosa è già meraviglioso, farlo in un’altra città ancora di più. Siamo tutti appesi ad un filo che può vedere solo chi ci sta attaccato, quel filo è robustissimo, magico, e ci unisce tutti!

Che legame hai con la Versilia?

Bellissimo

 

 

 

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