VIAREGGIO. L’azzeramento di giunta e partecipate volevano, l’azzeramento di giunta e partecipate avranno. A due giorni dal consiglio comunale sulla dichiarazione dello stato di dissesto finanzario del Comune, il sindaco Leonardo Betti porta a compimento la richiesta avanzata da alcuni dissidenti del Pd e, soprattutto, da quel partito uscito a suo tempo dalla maggioranza che corrisponde al nome di Sel: via assessori, via presidenti, amministratori e liquidatori di fondazioni e partecipate, inclusi i consiglieri d’amministrazione e d’indirizzo. A tutti loro è stata recapitata una lettera con la richiesta di dimissioni.

Come un pc. Avete presente quando cancellate la cronologia dei siti web che avete visitato navigando in Internet? La mossa di Betti non è poi tanto dissimile: di fatto ha ripristinato la configurazione iniziale – o meglio: quella presenta al momento del suo insediamento in municipio. E lo dichiara lui stesso: “È come se fossi stato rieletto”. Tuttavia, difficilmente verranno cancellati dalla memoria collettiva dei viareggini questi 15 mesi contrassegnati dall’uscita di scena di ben sei assessori, dal commissariamento della Fondazione Carnevale con dimissioni di tutto il cda, da indecisioni, titubanze e passi indietro.

L’alba di una nuova era. “Da venerdì dovremo riscrivere Viareggio”, prosegue Betti. Già, il verbo trionfalistico della campagna elettorale – “ripartire” – è stato rimpiazzato da “riscrivere”. Che come complemento oggetto avrà non solo la città, ma anche “le linee programmatiche di governo”, perché “quelle della campagna elettorale di un anno fa, purtroppo, non sono più attuabili”. Il sindaco manifesta ancora una volta la volontà di ricucire il rapporto con “le forze politiche responsabili e pronte a mettersi a disposizione della città”. E certo, c’è anche e soprattutto Sel, ma anche “chi vuol metterci la faccia” al di fuori del centrosinistra. Due i punti fondamentali: “risanamento” e “ripristino della legalità”.

giunta betti approvazione bilancio consuntivo 2013La fantasia al potere. Betti presenta il “nuovo programma elettorale” per “portare Viareggio fuori dalla crisi e favorire investimenti sull’economia”. E il documento si chiama “Per una nuova Viareggio”, come la lista civica che si presentò alle elezioni amministrative del 2008 con l’avvocato Franco Micheli, oggi iscritto al Pd, quale candidato a sindaco. Per il sindaco “se c’è la volontà si fa presto a ricominciare, coinvolgendo persone di alto livello ma anche cittadini al di fuori della politica: il centrosinistra ha tutte le carte in regola per portare avanti il progetto”.

Un uomo solo al comando. I primi effetti dell’azzeramento sono già tangibili: hanno rassegnato le proprie dimissioni il vicesindaco Romanini, l’assessore a decoro e verde pubblico Fruzza e anche Adalgisa Mazza, presidente del Festival Puccini. Ora Betti attende tutti gli altri – da questi giochi è esclusa la Fondazione Carnevale, giacché il commissario Pozzoli è nominato dalla Regione e non dal Comune. “Non voglio vedere attaccamento alle poltrone, per cui mi auguro che chi ha ricevuto la mia lettera si dimetta”. Altrimenti? “Altrimenti metteremo in atto le procedure per rimuoverlo”. Con la giunta cancellata in un sol colpo Betti si presenterà al consiglio comunale sul dissesto senza assessori al suo fianco: “Chi vuol venire venga, chi non vuole non venga”, commenta in riferimento alle possibili defezioni di alcuni consiglieri. “Io in sala consiliare posso entrarci a testa alta. E non mi dimetto, non mi dimetterò mai…”.

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