La Versilia piange Franco Giustolisi, il giornalista che scoprì i fascicoli su Sant'Anna di Stazzema - Cronaca Versiliatoday.it

La Versilia piange Franco Giustolisi, il giornalista che scoprì i fascicoli su Sant’Anna di Stazzema

VERSILIA. Nella sua carriera da giornalista Franco Giustolisi si è schierato dalla parte della Versilia e della sua voglia di giustizia e verità sulla strage di Sant’Anna di Stazzema dell’agosto 1944. E oggi che si è spento all’età di 89 anni la Versilia ricorda l’autore del libro “L’armadio della vergogna”, dedicato ai fascicoli sulle stragi nazifasciste in Italia rimasti rinchiusi per 34 anni in un ufficio della procura generale militare, per il suo straordinario impegno civile.

Michele Silicani, ex sindaco di Stazzema – di cui Giustolisi era cittadino onorario -, scrive queste righe: “Io Franco l’ho conosciuto molto bene. Era una persona ‘difficile’ perché sapeva imporsi e a volte superava il segno con la sua irruenza, molto schietta, sempre. Per questo tante volte, dopo che ci siamo conosciuti meglio ai processi in primo e secondo Appello su Sant’Anna di Stazzema, poi il giorno della sentenza in Cassazione che sancì la verità e la giustizia per i nostri martiri, potemmo apprezzare la nostra reciproca ‘coerenza’ e assoluta cocciutaggine nell’arrivare in fondo alle cose.

“Almeno in Italia si è arrivati alla giustizia seppur tardiva e dopo più di 60 anni. Lui, Franco, era sempre più arrabbiato perché la Germania non aveva portato avanti i processi e anzi tendevano a far morire i boia superstiti nel calduccio delle loro case e non in galera, come avrebbero meritato. Franco di questo era certo. La Germania e il tribunale di Stoccarda non facevano altro che ‘rallentare’, apposta. Per questo negli ultimi anni ci ha sollecitato, tempestato di lettere e telefonate, dato suggerimenti, inviato bozze di lettere da spedire a tutti i livelli, al sottoscritto e all’amico sindaco di Marzabotto coinvolgendo anche tanti altri sindaci di realtà martiri di quei 695 ‘fascicoli della vergogna’ che c’era da lavorare per chiedere l’esecuzione delle sentenze, quelle italiane e non tanto per sete di vendetta, ma perché se Europa doveva essere, l’Europa doveva queste cose garantire.

“Lo disse anche a Martin Schulz il 12 agosto del 2012, a Sant’Anna di Stazzema con una sua tradizionale domanda al fulmicotone, all’apertura della conferenza stampa nel centro di accoglienza, che si sarebbe dovuto attivare anche lui. Il presidente del Parlamento europeo gli rispose, in sostanza, che se Europa doveva essere la garanzia maggiore nasceva proprio da questi fatti, una giustizia che non lascia cadere in prescrizione i reati contro l’umanità e i crimini nazifascisti. Anzi Schulz sostenne anche la necessità che fossero proprio Italia e Germania le due potenze europee che avevano creato il mostro del fascismo e del nazismo a dare l’esempio, a riprendere la dignità perduta con la conclusione dei processi anche in terra tedesca.

“Ora Franco ci ha lasciato, ma sono certo che dopo quest’ultima fase della propria vita passata a combattere anche questa battaglia gli ha fatto piacere sapere che a Stoccarda si và avanti e il Processo, dopo 70 anni da quel 12 agosto del 1944 può celebrarsi. Franco, ti ricordo come quel pazzo che anche da solo insieme alla Cristiane Koll avete scardinato ‘l’armadio della vergogna’, ti ricordo come quell’uomo che una sera dell’estate 2013 a Sant’Anna di Stazzema accanto a me ti sei commosso nel sentire Pamela Villoresi ‘riportare’ la voce e il dramma che le donne stazzemesi e di tante stragi hanno patito e con Pier Vittorio Buffa, tuo delfino, hai voluto regalarci una ulteriore prova della tua ‘forza’ morale e ci dicesti di non mollare. Mai. Credo che Marco De Paolis, Cristiane Koll e Franco Giustolisi per Stazzema e la ‘sua’ Sant’Anna abbiamo fatto e dato tanto. Per questo ti dico semplicemente. Grazie. Grazie, amico un po’ più grande. Io non mollo”.

Anche la sezione della Versilia “Gino Lombardi” dell’Anpi esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del giornalista Franco Giustolisi, “un amico e un antifascista che mise a disposizione la sua sensibilità e professionalità di giornalista per denunciare uno degli scandali più grandi della nostra Repubblica – l’armadio della vergogna dove per decenni vennero deliberatamente occultati i fascicoli relativi alle più efferate rappresaglie e stragi di civili perpetrate dai nazisti e dai fascisti durante la seconda guerra mondiale.

“Ricordiamo Franco con il solito affetto col quale lo abbiamo accolto in Versilia in tante occasioni di reciproca collaborazione e per le iniziative dell’Anpi che lo videro protagonista. Ai familiari giunga tutta la nostra vicinanza e il nostro cordoglio”.

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Aggiornato il: 11-11-2014 11:44