Adolescenza, impegnarsi per diventare grandi. FeliceMente

VIAREGGIO. Nuovo appuntamento con FeliceMente, la rubrica di VersiliaToday dedicata alla mente e alla sua conoscenza, curata dalla dottoressa Valentina Aletti. Questa settimana l’articolo è firmato da Federica Piccinelli, psicologa, specializzanda in psicoterapia familiare e relazionale.

ADOLESCENZA: IMPEGNARSI PER DIVENTARE GRANDI

Il termine adolescenza deriva dal latino “adolescere” che significa “crescere”: l’adolescenza è infatti l’età del cambiamento per antonomasia, è la fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta. Quando parliamo di adolescenza parliamo di quella fase della vita collocata, con differenze da un individuo e l’altro, tra i 12-13 anni e i 20 circa.
Si tratta di un periodo di grandi trasformazioni ed è in questo momento che vengono messi in atto passaggi importanti e finalizzati alla costruzione della propria identità. Questi cambiamenti sono tanti e possono essere individuati differenti livelli tra cui:
CORPOREO/FISICO: che del resto è poi quello maggiormente visibile, tanto che, in questa trasformazione, l’individuo può sentirsi turbato per non riconoscersi più in quel corpo infantile che ormai sta modificandosi così velocemente;
COGNITIVO: emergono nuove prospettive, nuovi punti di vista, ideali, miti.. in termini tecnici il pensiero passa da una modalità più concreta ad una più astratta;
AFFETTIVO: nuovi legami subentrano a quelli già preesistenti arricchendo il mondo delle relazioni.

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Il/la ragazzo/a comincia a maturare fiducia in se stesso e, gradualmente, inizia a farsi spazio il desiderio di cominciare ad essere autonomo, di entrare nel mondo esterno come protagonista della propria vita. Questo cammino verso l’acquisizione di una propria individuazione è estremamente delicato e complesso e proprio per questo non è esente dalla possibilità di poter assistere all’insorgenza di manifestazioni sintomatiche più o meno evidenti.
Un aspetto che credo sia importante sottolineare è come questa sia una fase di cambiamento non solo individuale ma anche familiare. Come ogni cosa che genera e produce un cambiamento, anche questa fase evoca paure e preoccupazioni rispetto al “giusto” atteggiamento in cui porsi.
Durante l’adolescenza infatti cambia anche il rapporto con i genitori. Questo avviene di solito attraverso atteggiamenti a volte dimostrativi e provocatori, di opposizione e di competizione che contengono il bisogno di definirsi come persona differenziata e autonoma. Infatti è in questa fase che l’individuo si sperimenta “sotto altre vesti”, grazie proprio a tutti quei cambiamenti portatori di una rivoluzione rispetto ad una nuova immagine di sé: in questo momento, che metaforicamente può essere rappresentato come un trampolino di lancio verso il mondo degli adulti, i genitori vengono molto sollecitati. A loro spetta il difficile compito di trovare un nuovo equilibrio incoraggiando questa crescita e al contempo, porsi in una posizione di accoglienza, laddove il figlio mostri insicurezze e difficoltà.

Crescere significa anche essere portatori di differenze, senza negare le proprie origini di appartenenza (L. Onnis).
Federica Piccinelli

FeliceMente è curata da Valentina Aletti, psicologa clinica, laureata presso l’Università degli Studi di Firenze. Specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale ha conseguito master di perfezionamento in PNL , diagnosi e cura dei disturbi del comportamento alimentare e obesità , consulenza tecnica e peritale e disturbi dell’apprendimento e comportamento in età evolutiva. Per informazioni o richieste scrivere a:  [email protected]

Avvertenza: questa rubrica ha come fine quello di favorire la riflessione su temi di natura psicologica. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale. Le mail saranno protette dal più stretto riserbo e quelle pubblicate, previo esplicito consenso del lettore, saranno modificate in modo da tutelarne la privacy.

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