La lettera di Daniela Rombi al nuovo direttore dell'Ansf Gargiulo - Comune Viareggio Versiliatoday.it

La lettera di Daniela Rombi al nuovo direttore dell’Ansf Gargiulo

VIAREGGIO. “Buongiorno Direttore, sono Daniela Rombi, la presidente dell’Associazione “Il Mondo Che Vorrei” onlus, che raccoglie i familiari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 di Viareggio: mia figlia Emanuela, 21 anni, è morta dopo 42 giorni di agonia con ustioni sul 98% del corpo. Sono a chiederLe un incontro con alcuni rappresentanti della nostra Associazione e di “Assemblea 29 giugno” per conoscerci, perché da quando si è insediato, non ci siamo ancora mai incontrati, a parte un saluto lo scorso 28 giugno a Viareggio in occasione della giornata organizzata dalla Protezione Civile e dal VGR”.

Inizia così la lettera inviata da Daniela Rombi, Presidente dell’associazione Il Mondo che Vorrei onlus e mamma di una delle 32 vittime della strage di Viareggio, indirizzata al direttore dell’ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie), ingegnere Amedeo Gargiulo.

“Quindi vorremmo conoscerLa e sapere da Lei a che punto è il “cammino” della sicurezza in ferrovia, specialmente del trasporto di merci pericolose; se e quali iniziative sono state intraprese dopo le raccomandazioni della DGIF in relazione a Viareggio e ad altri gravi incidenti e quali sono state le risposte delle ferrovie.

Sa ingegnere, dopo quella maledetta notte le nostre vite sono completamente distrutte e per noi niente è e sarà più come prima; la nostra Associazione però si è assunta la responsabilità di chiedere verità, giustizia e sicurezza per Viareggio, per i nostri cari bruciati vivi nella sicurezza delle loro abitazioni.

Ci siamo anche assunti il dovere/diritto di sapere cosa viene fatto o non fatto affinché tragedie come Viareggio, annunciata ed evitabile, non abbiano più a ripetersi ed è appunto per questo che Le chiediamo gentilmente di incontrarci e raccontarci a che punto siamo perché sinceramente, dagli incidenti e dalle mancate stragi, non ci sembra che siamo andati molto avanti.

Ci permettiamo di indicare alcuni giorni in cui sarebbe più semplice per noi venire da Lei , visto il fitto calendario di udienze ed altri impegni già assunti: 30 e 31 marzo o 2  aprile p.v.

Detto questo, se per Lei questi giorni non fossero opportuni, ci organizzeremo per qualsiasi altro momento voglia dedicare a noi”.

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Aggiornato il: 31-03-2015 10:45